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pubblicato il 25/giu/2013 12:00

Elezioni/ Alle Comunali in Sicilia vince voglia di voltare pagina

A Messina è Sindaco il 'no-ponte' Accorinti, Ragusa ai 5 stelle

Elezioni/ Alle Comunali in Sicilia vince voglia di voltare pagina

Palermo, 25 giu. (askanews) - I ballottaggi nei 16 centri siciliani chiamati al voto per il rinnovo delle amministrazioni comunali hanno di fatto confermato quel forte desiderio di cambiamento, lanciato dagli elettori già due settimane fa. Il secondo turno, infatti, ha sancito da un lato il "colpo di grazia" ad un sistema politico che per anni aveva visto l'isola catalizzatrice di consensi del centrodestra, e dall'altro l'affermazione di quelle liste civiche che se fino a ieri apparivano outsider in grado di rosicchiare pochi voti ai grandi partiti, oggi si ritrovano ad incarnare il vero punto di riferimento per i cittadini. In questo quadro, caratterizzato ancora una volta dalla grandissima astensione, si inserisce un centrosinistra che sebbene riesca ad accaparrarsi più posti di tutti nel maggior numero di comuni dell'isola, non riesce mai realmente a sbaragliare i rivali, eccezion fatta per Catania, dove Enzo Bianco si era imposto già al primo turno, con il 50,64% dei consensi. L'esempio più eclatante della voglia di voltar pagina è sicuramente Messina. Qui, l'attivista "No ponte" Renato Accorinti è riuscito ad imporsi con il 52,67% sul rivale democratico Felice Calabrò, il quale non è andato oltre il 47,33%. Una sconfitta che ha il sapore della beffa per l'esponente del centrosinistra, che due settimane fa, per pochissimi voti non era stato eletto già al primo turno, in una città dove il Pd può contare su uno dei suoi uomini di riferimento, Francantonio Genovese. Una situazione non tanto distante da quella dello Stretto, si è verificata a Ragusa. Qui il Movimento 5 Stelle, dato da molti "alla canna del gas" dopo il primo turno, è riuscito a vincere col suo candidato, Federico Piccitto (per lui il 69,35%), ma soprattutto grazie ad un gioco d'alleanze che vedeva il movimento pentastellato supportato da Sel e da La Destra. Sconfitto, anche in questo caso, un esponente del democratico, Giovanni Cosentini (30,65%), già vicesindaco della passata amministrazione guidata dall'allora pidiellino Nello Di Pasquale passato solo recentemente al centrosinistra. Volta pagina anche Siracusa, che con l'elezione di Giancarlo Garozzo (53,30%), del Pd, chiude definitivamente una lunghissima pagina di centrodestra, durata oltre un decennio, battendo il candidato "civico" di centrodestra Ezechia Paolo reale (46,70%). Queste elezioni dunque, hanno confermato il buon stato di salute del governo regionale, guidato da Rosario Crocetta, dando ragione proprio a questo "modello" e questo "spirito" che il governatore sta cercando da mesi di far valere, in aperto contrasto con quelle dinamiche politiche classiche che da sempre hanno caratterizzato la regione. Un elemento, questo, che in molti sono convinti non mancherà di animare il dibattito interno al Pd che si avvia ad una imminente fase congressuale.

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