sabato 03 dicembre | 10:44
pubblicato il 04/feb/2014 16:16

Electrolux:ad Ferrario,vogliamo restare in Italia.Mai proposto...(1upd)

Electrolux:ad Ferrario,vogliamo restare in Italia.Mai proposto...(1upd)

(ASCA) - Roma, 4 feb 2014 - ''Noi vogliamo restare in Italia, abbiamo consistenti investimenti da fare nel Paese. Serve pero' un aiuto per restare competitivi e ridurre il costo del lavoro, che e' l'unico elemento su cui e' possibile agire, essendo per l'80% i nostri costi fissi, in materie prime.

Detto questo non vogliamo arrivare a livelli di stipendi della Polonia o della Romania e non abbiamo mai proposto in nessun modo il taglio del 40% degli stipendi. L'unica richiesta che abbiamo formulato e' quella di restare ad un orario di lavoro di 6 + 2 ore giornaliere, che corrisponde alla situazione esistente, che vede 6 ore di lavoro pagate dall'azienda e 2 ore di solidarieta'. Ed e' un dato che abbiamo considerato passibile di essere discusso''. Ad affermarlo e' l'amministratore delegato di Electrolux Italia, Ernesto Ferrario nel corso dell'audizione in commissione Industria del Senato.

''Vogliamo restare in Italia - ha piu' volte ribadito Ferrario -: qui negli ultimi 5 anni abbiamo investito 250 milioni di euro e nel Paese ci sono le nostre tre maggiori progettazioni. Vogliamo restare, ma vogliamo essere sicuri che quello che facciamo abbia una base competitiva e ci garantisca un ritorno''.

''Tutto quanto stiamo facendo e' orientato all'investimento in Italia - ha continuato l'ad di Electrolux Italia - qui abbiamo 6.000 dipendenti, un quarto del personale complessivo. Il problema che si e' evidenziato in questi ultimi anni e di cui abbiamo costantemente informato il sindacato e tutte le nostre controparti anche istituzionali e' il costo del lavoro, ma finora nessuno ci ha dato risposte. Solo oggi si apre il primo tavolo sui problemi degli elettrodomestici, dopo anni che abbiamo tentato di affrontare l'argomento con sindacati e organizzazioni''.

''La situazione richiede uno sforzo aggiuntivo da parte di governo e sindacati - ha sottolineato Ferrario -. Per il momento l'unica parte propositiva e' stata la regione Friuli Venezia Giulia, che puo' intervenire sul coso del lavoro anche grazie al suo statuto speciale. Noi non abbiamo alcuna leva per ridurre il costo del lavoro se non agire sul contratto di lavoro di secondo livello: non abbiamo la possibilita' di tagliare l'orario di lavoro a 6 ore, e' proibito dalla legge''. Sul taglio degli stipendi del 40% di cui si e' molto scritto e discusso, rimarca l'ad, ''noi non l'abbiamo mai proposto. Questo non c'e' e non figura in alcun documento. Noi chiediamo solo la prosecuzione della solidareieta' secondo la formula di 6 + 2 ore''.

njb

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