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pubblicato il 07/nov/2013 15:45

Editoria: Legnini, troppe 11 agenzie.Bene aggregazioni ma con pluralismo

Editoria: Legnini, troppe 11 agenzie.Bene aggregazioni ma con pluralismo

(ASCA) - Roma, 7 nov - ''Undici agenzie di stampa'' sotto contratto con la presidenza del Consiglio sono ''troppe''. Di conseguenza, ''i contratti verranno rinnovati, ma con alcuni cambiamenti''. Lo ha spiegato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'editoria, Giovanni Legnini, nel corso del suo intervento in occasione della festa per i 25 anni dell'agenzia di stampa Dire, a Roma. ''Sono convinto - ha chiarito - che la presenza di piu' agenzie di stampa sia il presidio del pluralismo ma, visto che non voglio essere 'soppressivo', dobbiamo introdurre una regola che favorisca l'aggregazione delle agenzie per averne un numero inferiore, mantenendo la caratteristica plurale''.

''Vi e' un assetto contrattuale e una definizione quantitativa delle risorse, al netto dei fisiologici tagli, che sono frutto di scelte del passato e che non sono ricostruibili'', ha spiegato Legnini, sottolineando che ''ci apprestiamo a promuovere nuove convenzioni con le agenzie di stampa, cercando di non demolire quanto fatto fin qui, ma tenendo presente che alcune modifiche devono essere fatte.

Vorrei apportare dei cambiamenti adeguati e graduali, che tengono conto delle trasformazioni dovute alla multimedialita', ma anche dell'elemento dell'occupazione, e dunque della qualita' e della quantita' del lavoro. Credo sia giusto tenere conto del dato qualitativo e quantitativo dei rapporti di lavoro''. Si trattera' dunque di ''misure mirate ad incentivare le assunzioni di giovani, gli investimenti sul digitale e la trasformare delle imprese editoriali italiane'', ha chiarito Legnini.

La questione del 'pluralismo' dell'informazione era stata al centro dell'intervento di Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della Stampa, secondo cui ''non e' immaginando una semplice fusione fra agenzie o giornali che migliorano la nostra condizione democratica ed il pluralismo'', anche perche' le agenzie di stampa ''sono l'avvio della catena del processo informativo sui fatti rilevanti e anche minori''. Dunque, in vista della discussione sui nuovi contratti con la presidenza del Consiglio, Siddi ha voluto lanciare un avvertimento affinche' nessuno pensi di ''spostare un addendo, prendere il posto di un altro o fregarsene dei giornalisti, perche' arriveranno le provvidenze, le prendiamo e poi ci pensiamo tra due anni. Non c'e' nessun tesoretto da distribuire'', ha chiarito il segretario della Fnsi con riferimento al Fondo per l'editoria.

''L'informazione non si fa guardando le quotazioni in Borsa'', ha concluso. brm/vlm

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