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pubblicato il 28/ott/2013 14:27

Editoria: Legnini, dopo Legge stabilita' norma su diritto d'autore

Editoria: Legnini, dopo Legge stabilita' norma su diritto d'autore

(ASCA) - Roma, 28 ott - ''L'editoria italiana ha subito gli effetti durissimi della recessione e della rivoluzione digitale, due macrocause che hanno piegato e profondamente cambiato il settore, insieme anche al drastico calo della contribuzione pubblica''. Lo ha affermato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria, , Giovanni Legnini, intervenuto questa mattina a Venezia, agli Stati generali dell'informazione Veneta.

''Abbiamo affrontato tale situazione straordinaria innanzitutto innovando nel metodo, chiamando tutti gli attori della filiera a progettare insieme a noi un percorso di sostegno all'innovazione e di contrasto alla crisi. Il primo risultato - ha spiegato Legnini - e' la norma inserita nella legge di stabilita', che punta su innovazione, giovani, ammortizzatori e uscita. Ma dopo questa legge, ci sara' bisogno di un ulteriore intervento normativo che affronti gli altri punti dell'intesa raggiunta ad agosto. Ad esempio, quello controverso del diritto d'autore. Se ne parla in tutto il mondo, altri Paesi hanno gia' fatto un intervento normativo, ora dobbiamo farlo anche noi. Il rispetto delle regole vale per tutti, anche per chi fa un lavoro prezioso e importante come i motori di ricerca''. Il sottosegretario spiega: ''Ci sara' dunque una norma che preveda, innanzitutto, il riconoscimento del diritto d'autore, il rinvio a un accordo tra le parti obbligatorio, in mancanza del quale arrivera' l'intervento sostitutivo dell'Agcom. Per esempio quello sulla liberalizzazione delle edicole, che noi vorremmo sospendere per difendere il presidio di democrazia che le trentamila edicole italiane rappresentano sul territorio. O quello sul decreto attuativo dell'equo compenso, su cui, soprattutto i giovani, lanciano grida di dolore ripetute. Anche qui ho chiesto alle parti di sedersi a un tavolo ma siccome il tempo passa e l'accordo non si trova non posso non intervenire: questo provvedimento va attuato, dobbiamo fare qualcosa, perche' non e' possibile tale situazione, e' una questione di civilta', di rispetto della qualita' del lavoro giornalistico''. Legnini ha quindi affermato che tutto cio' non sara' ancora sufficiente per rilanciare l'editoria: ''E' una prima risposta dopo anni di arretramenti. Dopodiche' c'e' bisogno che l'editoria italiana si munisca di un progetto, di un piano straordinario. La domanda di informazione cresce e si rivolge verso l'informazione gratuita, entrata ormai nella cultura soprattutto tra i giovani, ma cresce anche la domanda di approfondimento, di informazione di qualita'. Su queste basi, l'intero sistema deve essere protagonista di una nuova fase. La rivoluzione digitale e' gia' in atto, spetta a noi decidere se vogliamo governarla''.

com-sgr/gbt

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