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pubblicato il 27/feb/2015 21:12

Duri minoranza minacciano su riforme, Renzi chiude: no modifiche

Per segreteria 200 presenti a incontri; la metà, secondo "ribelli"

Duri minoranza minacciano su riforme, Renzi chiude: no modifiche

Roma, 27 feb. (askanews) - Il braccio di ferro sugli incontri tematici si chiude con un avvertimento di Matteo Renzi sulle riforme ("Lo spazio delle modifiche è esaurito") e con la conta delle presenze, duecento circa secondo la segreteria. Soprattutto, rivendicano i renziani, tra gli intervenuti c'erano anche diversi esponenti della minoranza, a dimostrazione che l'ala dura dei Pier Luigi Bersani, Rosy Bindi, Gianni Cuperlo "non fa proseliti". Tesi, ovviamente, contestata in via ufficiosa dai ribelli che, citando proprie fonti, parlano di un centinaio di presenti al massimo. Di sicuro, Renzi non fa concessioni, rivendica di avere "preso per mano l'Italia", e lascia che sia il suo vice-segretario Lorenzo Guerini a bocciare Bersani ("eccesso di polemiche").

Come già accaduto nei mesi scorsi, non tutta la minoranza ha scelto l'Aventino, anzi. C'erano, tra gli altri, Roberto Speranza, Cesare Damiano, Walter Tocci, Francesco Boccia, Enzo Amendola, Micaela Campana. Mancano, come annunciato, Bersani, Bindi, Cuperlo, Fassina, Civati. Un copione in buona parte già visto, compreso l'affondo sulle riforme rilanciato questa mattina da Bersani su "Avvenire" e subito raccolto da Massimo D'Alema: "Mi pare, quindi, che Bersani abbia sollevato un problema reale e spero che questo dia luogo a una seria correzione del testo della legge elettorale". La speranza è che si possa giocare finalmente di sponda con Fi, come qualche bersaniano auspicava già qualche mese fa. Poi, però, le cose sono andate diversamente e Fi, al momento del voto al Senato, ha garantito il soccorso azzurro al Senato.

Ora che il patto del Nazareno è ufficialmente archiviato Bersani e gli altri provano a riaprire il capitolo, ma Renzi pare convinto di potercela fare comunque, a giudicare dalle parole pronunciate in segreteria. Il premier, anzi, comincia a sentirsi più forte, spiega uno dei suoi, se la minoranza era convinta che Renzi avrebbe "sbattuto contro un muro" ora i dati economici sembrano cominciare a sorridere al governo. E non a caso il segretario-presidente del Consiglio lo fa notare subito: "Sono piccoli segnali ma importanti - scrive su twitter - come pure i mutui, le assunzioni a tempo indeterminato con il Jobs act (mille solo a Melfi) e le riforme che vincono l'ostruzionismo. Abbiamo preso l'Italia per mano e la portiamo fuori dalla palude, nessuno si senta escluso". Da questo punto di vista, ragiona uno dei renziani, la linea dura degli irriducibili Pd è persino utile: "Sono i soliti, noi portiamo i risultati". Questa è la scommessa di Renzi per i prossimi mesi.

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