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pubblicato il 25/giu/2014 17:15

Droga: Della Vedova, ripensare strategie proibizioniste

Droga: Della Vedova, ripensare strategie proibizioniste

(ASCA) - Roma, 25 giu 2014 - ''Un recente studio, Ending the Drug Wars, pubblicato dalla London School of Economics sugli aspetti economici della war on drugs, ha stimato in 300 miliardi di dollari il fatturato del mercato criminale in tutto il mondo (in Italia, per il Consiglio italiano per le Scienze Sociali, i narco-profitti erano nel 2011 di circa 24 miliardi di euro). Nella prefazione allo studio, Premi Nobel per l'Economia (Arrow, Pissarides, Schelling, Vernon Smith e Williamson) e uomini politici e di governo (come Clegg, Kwasniewski e Solana) auspicano l'adozione di politiche fondate sulla riduzione del danno legato al consumo di droga e dell'impatto del mercato criminale, aprendo a forme, rigorosamente monitorate, di regolamentazione legale''. E' quanto scrive il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, in un articolo che sara' pubblicato domani sul quotidiano Europa, in occasione della giornata internazionale della lotta alla droga e al narcotraffico. ''Ha senso continuare a celebrare questa giornata, rinnovando l'impegno lodevole a liberare il mondo dalle droghe senza fare i conti con i costi e i risultati di questa politica? L'errore piu' comune sulle politiche non proibizioniste - sottolinea Della Vedova - riguarda la presunta neutralita', o perfino il favore, con cui i loro sostenitori guarderebbero al consumo delle droghe oggi proibite. Non e' vero. Chi mette in discussione gli esiti delle politiche proibizioniste non mette in discussione i problemi (piu' o meno gravi) legati al consumo di droga, ma - prosegue Della Vedova - chiede di valutare e discutere i devastanti effetti collaterali (sociali, sanitari, economici e politici) connessi al mercato delle droghe proibite''. ''Quella antiproibizionista ambisce dunque a essere una strategia anti-droga e anti-mafia piu' efficiente e sostenibile sia sul piano economico che civile. Andrebbe certo testata, con gradualita', e verificata anch'essa nei suoi effetti. In primo luogo, pero', e' necessario stabilire un principio di metodo: l'etica delle intenzioni non evita che sia fatta valere quella delle responsabilita' e - conclude Della Vedova - dei risultati''.

com-sgr

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