giovedì 23 febbraio | 20:14
pubblicato il 12/nov/2014 18:15

Dopo vertice maggioranza Parlamento riparte su riforme e Italicum

Definiti calendari lavori per arrivare in aula entro dicembre

Dopo vertice maggioranza Parlamento riparte su riforme e Italicum

Roma, 12 nov. (askanews) - A due giorni dal vertice di maggioranza e mentre ancora è in corso il faccia a faccia tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi il Parlamento riapre i dossier su riforme e legge elettorale. Infatti, la commissione Affari costituzionali del Senato ha annunciato per martedì l'avvio dell'iter dell'Italicum con l'obiettivo, dichiarato dalla presidente e relatrice, Anna Finocchiaro, di arrivare in Aula a dicembre. A Montecitorio intanto la Prima commissione ha fissato per fine novembre la conclusione dell'esame della riforma costituzionale che potrà andare in aula il 10 e 11 dicembre.

Si stringono i tempi, dunque, come chiesto dal presidente del Consiglio anche se i percorsi parlamentari sono sempre difficili da prevedere. A palazzo Madama infatti Roberto Calderoli ha già avvisato che "è impensabile portare la riforma elettorale in Aula a dicembre visto che ci sarà anche la legge di stabilità", ma Finocchiaro è ottimista e pensa che "se c'è un buon grado di condivisione si può concludere a dicembre" e a suo giudizio il fatto che oggi in commissione ci sia stato solo l'astensione del M5S e il no dell'ex grillino Campanella fa ben sperare. Insomma, la stragrande maggioranza delle forze politiche "è favorevole a procedere sulla riforma".

Del resto le modifiche decise nel vertice di maggioranza potrebbero effettivamente riavvicinare le posizioni di tutte le forze politiche: da un lato i piccoli partiti che ottengono l'abbassamento della soglia di sbarramento al 3, ma più probabilmente al 4%; dall'altro Berlusconi, che ha avuto i capilista bloccati, anche se deve convincere tutto il suo partito. Resta da sciogliere il nodo della percentuale di eletti con questa modalità: almeno 75 non più di 100, stabilisce l'intesa tra i partiti della maggioranza, ma la minoranza Pd infatti ha chiesto che ci sia piu spazio per gli eletti con le preferenze per evitare un Parlamento di nominati. Tra le altre modifiche decise al vertice c'è anche l'innalzamento al 40% della soglia per ottenere il premio di maggioranza che frutterà alla lista vincitrice 340 seggi.

Intanto, per affrontare gli eventuali problemi di costituzionalità la commissione Affari costituzionali ha convocato in audizione per la prossima settimana i presidenti emeriti della Consulta, Tesauro e Silvestri, quelli che parteciparono alla stesura della sentenza n.1 che ha bocciato il 'porcellum'.

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