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pubblicato il 20/giu/2016 15:44

Dopo il voto minoranza Pd all'attacco. Orfini: convocare congresso

Guerini esclude conseguenze sul governo

Dopo il voto minoranza Pd all'attacco. Orfini: convocare congresso

Roma, 20 giu. (askanews) - Mentre Matteo Renzi attende il momento propizio per fare la sua analisi del voto, la minoranza Pd è partita all'attacco per la sconfitta delle amministrative. Prima Roberto Speranza, poi Gianni Cuperlo hanno chiarito che "bisogna cambiare rotta" e che la Direzione di venerdì dovrà essere la prima occasione per cominciare a riflettere sul messaggio che arriva dalle urne. Intanto il presidente del Pd, nonchè commissario romano, Matteo Orfini, conferma la necessità di convocare il congresso a ottobre e non nasconde tutti i limiti e le colpe che hanno portato il "partito di mafia capitale" alla sconfitta.

"I numeri sono come pietre: il risultato è oggettivamente non buono per il Pd e dà un segnale molto chiaro a Renzi, al governo, a tutto il Pd, questo è un problema vero e bisogna capire le ragioni di questo voto", ha detto il leader della minoranza dem che ha convocato una riunione di tutte le componenti di 'opposizione' a Renzi per un'assemblea giovedì al Nazareno, prima della Direzione di venerdì. Speranza chiede "con forza un cambiamento di rotta: non si può far finta di nulla, guai a mettere la testa sotto la sabbia".

"Non mi convince l'idea che si perde perché non si è spinta la rottamazione fino in fondo. Non mi convince l'idea che si vince solamente con volti 'giovani e belli' e che la battaglia politica possa ridursi a un fattore biografico o estetico", dice Cuperlo, secondo il quale il problema non è il doppio incarico di Renzi: "Non mi convince la sicurezza che porta alcuni a chiedere come primo atto la distinzione tra la carica di segretario e quella di premier". Piuttosto serve "una correzione seria della rotta che per me significa una svolta culturale, politica, dell'identità di un centrosinistra di governo".

Il segretario-premier non ha ancora commentato ma entro la giornata sicuramente farà sentire la sua. L'unico a chiarire la posizione della dirigenza dem è stato il vicesegretario Lorenzo Guerini che ha chiarito: "la sconfitta del Pd a Roma e a Torino e in altri comuni "non avrà conseguenze sul governo", pur ammettendo che "non è un turno amministrativo che ci vede soddisfatti" soprattutto "il risultato non in linea con le previsioni della vigilia è quello di Torino. E' una sconfitta che ci lascia molto delusi", ha detto in un'intervista.

Il presidente del Pd invece è stato più duro e ha ribadito la necessità "di convocare il congresso entro ottobre, questo prevedono le nostre regole. E questo accadrà. Quella sarà la sede in cui faremo le scelte, ma è ovvio che abbiamo bisogno di discutere, da subito". "Dopo un risultato come quello di Roma credo che solo una cosa non si possa fare: discutere per finta - ha sottolineato Orfini -. Abbiamo il dovere della sincerità. Che significa riconoscere gli errori, ma anche ricostruire i fatti con precisione per evitare di sbagliare ancora. E vale per tutti, prima di tutto per me".

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