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pubblicato il 29/nov/2012 21:58

Dopo addio Monti attesa per lunedì mercati. Napolitano:vedremo

Tre ipotesi su Prof. in campo. Il Cavaliere prepara la campagna elettorale

Roma, 9 dic. (askanews) - Un passo alla volta, perché ogni giorno ha la sua pena è in queste ore di pre-crisi bisogna muoversi con i piedi di piombo. Ufficialmente tace il premier Mario Monti. Cauto, cautissimo appare Giorgio Napolitano. Perché l'apertura delle borse lunedi sarà il momento per testare la tenuta dei mercati, l'andamento del temutissimo spread e, più in generale, la fine dell'effetto Monti. Giorgio Napolitano, dopo aver partecipato al concerto di Natale, riserva solo pochissime parole ai cronisti: "Parlerò tra otto giorni, farò allora le mie valutazioni". Quanto ai mercati, il capo dello Stato quasi non risponde ai giornalisti, poi genericamente rileva: "Vedremo cosa faranno". Che la situazione non lasci tranquilli lo dimostra anche la 'promessa' che il Presidente consegna a un ospite che lo indica come punto di riferimento del Paese: "Facciamo quello che dobbiamo fare fino all'ultimo giorno". A Roma riflette Napolitano, a Milano trascorre l'ultimo scorcio del week end il presidente del Consiglio. Deve digerire lo strappo del Pdl, che a leggere quanto riportato dal Corsera l'ha ferito: "Mi sono sentito profondamente indignato" dalle parole di Angelino Alfano. Parole, quelle del segretario berlusconiano, che hanno reso obbligato un passo indietro immediato: "Ho preferito farlo subito, a mercati chiusi". Lunedi il Professore volerà a Oslo per la consegna del premio Nobel per la pace all'Ue. Un segnale di 'normalità', poi però partirà il rush finale prima dello scioglimento delle Camere. Ma il vero nodo dal quale dipende l'intero quadro politico è l'impegno politico del premier. Se si concretizzerà e come si concretizzerà. Nell'area di centro si considera scontata la prosecuzione dell'era del Professore, ma restano dubbi sulle modalità di un'eventuale discesa in campo. I terzopolisti sognano la candidatura di Monti a palazzo Chigi, ma si accontenterebbero anche di un endorsement della lista per l'Italia. Il 'piano C' virerebbe dritto alla 'candidatura' per la successione di Napolitano, ma questo scenario comporterebbe di fatto un via libera al Pd di Bersani, magari alleato dei centristi. Solo scenari, per il momento. Il quadro evolve in fretta. Per esempio, risulta solo un'ipotesi - ma da registrare - quella che riferisce di un possibile consiglio dei ministri fra martedì e mercoledì prossimi (prima comunque della missione al Consiglio Ue di venerdì). Una riunione di governo che potrebbe essere convocata dal premier per comunicare ai ministri in carica quanto già reso noto al Colle, e cioé la volontà di considerare conclusa l'esperienza dell'esecutivo dopo il varo della legge di stabilità. Intanto chi ha innescato la dinamica che rischia di costringere l'Italia a urne anticipate a febbraio, Silvio Berlusconi, prepara la campagna elettorale.

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