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pubblicato il 06/mar/2012 21:45

Domani sera Monti vede 'ABC', la mattina Confalonieri

Irrisolti nodi Rai e lavoro,si cercano risorse per ammortizzatori

Domani sera Monti vede 'ABC', la mattina Confalonieri

Roma, 6 mar. (askanews) - Ormai i vertici con i segretari vengono ufficializzati anche sul sito del governo: "Ore 19,30. Incontro con Angelino Alfano (PdL), Pier Luigi Bersani (PD), Pier Ferdinando Casini (UDC)", riporta l'agenda di Mario Monti pubblicata sulla pagina web di palazzo Chigi. Quello che invece non c'è, è l'appuntamento con Fedele Confalonieri, previsto in mattinata. Perchè la questione tv sarà uno dei temi caldi del vertice di domani, con il Pd intenzionato a porre con forza la questione Rai, prima che si arrivi alla scadenza dell'attuale Cda, il 28 marzo. Giorni che - nell'agenda del governo - hanno un'altra data segnata in rosso, quel generico 'fine marzo' posto dal premier come termine ultimo per arrivare alla riforma del mercato del lavoro. Due temi che ancora non vedono una soluzione vicina, per le difficoltà oggettive delle questioni ma anche per le distanze tra i partiti della maggioranza sui generis. In realtà il vertice di domani non ha un ordine del giorno, spiegano da palazzo Chigi, si parlerà dei temi che saranno messi in campo dai partiti. E di sicuro Bersani insisterà sulle risorse per la riforma degli ammortizzatori sociali. Domanda cui Monti domani difficilmente darà una risposta: "Prima bisogna vedere che tipo di modello si definirà, solo a quel punto si potrà parlare di risorse", spiega una fonte dell'esecutivo. Ma soprattutto, di cifre 'certe' a palazzo Chigi non ne hanno: di sicuro verrà ribadita la volontà di trovare un'intesa con le parti sociali, di sicuro qualcosa verrà messa sul piatto, ma una cifra domani non verrà fatta. Tuttavia, viene fatto notare come dalle linee d'azione dell'esecutivo possa arrivare una boccata di 'ossigeno finanziario' alla riforma: da un lato la lotta all'evasione, anche contributiva, che finora non ha visto cifre messe in bilancio; dall'altro la spending review sui bilanci della pubblica amministrazione che sta portando avanti il ministro Piero Giarda. Ancora meno certezze sull'altro fronte caldo, la Rai. Da palazzo Chigi rimandano la palla nel campo nei partiti, spiegano che "gli incontri servono a trovare un minimo comun denominatore tra i partiti" senza il quale è difficile ipotizzare interventi normativi. Insomma, anche l'ipotesi di un ddl sulla governance sembra ora un po' più lontana, anche se fino a poche settimane fa lo stesso Monti ripeteva ai suoi interlocutori che su viale Mazzini bisognava intervenire al più presto per garantire la stessa sopravvivenza dell'azienda. Ma non è detto che l'impasse sul fronte della governance non possa portare ad un'accelerazione sulle nomine, ovviamente a legislazione vigente: che a quel punto, spiega una fonte dell'esecutivo, dovrebbero essere di "alto profilo" a cominciare dal nome del nuovo direttore generale. Un "minimo comun denominatore" tra i partiti, Monti lo dovrà cercare però anche su un altro tema spinoso, quello della giustizia, oggetto oggi di un breve confronto tra Casini, Bersani e il ministro Paola Severino. Fronte su cui Pd e Pdl sono su posizioni distanti, sia per quel che riguarda il ddl anticorruzione, sia per la responsabilità civile dei magistrati. Più che politiche sono invece tecniche le difficoltà che il premier e i segretari si troveranno davanti sull'ultimo tema che sicuramente sarà sollevato domani, quello della norma che azzera le commissioni bancarie: va scelto lo strumento normativo per modificare l'emendamento inserito nel dl liberalizzazioni, con i partiti che però vogliono evitare di intestarsi una misura impopolare.

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