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pubblicato il 22/set/2014 18:58

Domani nuovo voto su Consulta, Violante-Bruno restano a rischio

(ASCA) - Roma, 22 set 2014 - Il Parlamento in seduta congiunta vota domani alle 12, per la quattordicesima volta, per l'elezione di due giudici costituzionali che dovranno sostituire Gaetano Silvestri e Luigi Mazzella. Contestualmente, si votera' anche per il completamento del collegio del Consiglio superiore della magistratura, dove rimangono da eleggere gli ultimi due membri "laici" su otto. Al momento, non sembra essere a portata di mano lo sblocco dello stallo che paralizza da settimane il Parlamento. Pd e Forza Italia confermano le loro candidature, ma il dubbio serpeggia: potrebbe essere l'ultima tornata se i consensi a Violante e Bruno dovessero calare (al tredicesimo scrutinio l'ex presidente della Camera ha guadagnato dodici voti sulla precedente votazione mentre l'avvocato e parlamentare berlusconiano ha perso un paio di voti). "Domani - spiega un anonimo ma bene informato parlamentare dell'area delle larghe intese - penso di si', penso che andiamo avanti con Violante e Bruno". Nel Pd dicono che "tutto dipende se Forza Italia vuole portare avanti l'accordo: se decidono che Bruno e' bruciato possono togliere voti anche a Violante, ma attenzione che non e' mica cosi' facile buttare giu' un candidato consolidato. Una volta che il corpo molle del Parlamento si e' orientato a votare un nome, non e' mica facile spostarsi su un altro". Tra i protagonisti delle larghe intese nessuno scommette su una conclusione positiva nelle votazione di domani, ma c'e' ancora fiducia che i due candidati si possano consolidare: "Ci sono ancora da recuperare i voti per errore", racconta un deputato. Si tratta dei voti indirizzati a Violante e Bruno ma nella scheda sbagliata: quella per l'elezione del Csm. "Mentre i voti a Falanga, ad esempio, erano un segnale (l'esponente del centrodestra nei giorni scorsi ha poi chiesto di riorientare i voti a lui destinati sul candidato ufficiale al Csm Zanettin, ndr), quelli a Violante e Bruno nessuno li ha rivendicati, nessuno ha chiesto nulla per ricondurli all'ovile, percio' noi abbiamo fatto di nuovo girare una spiegazione sulle modalita' di voto". Nessuno sblocco finora neppure nei rapporti con la Lega: "Leggo che Salvini in un comizio ha detto che non vuole l'accordo sulla Consulta, anche se i leghisti qui ci avevano spergiurato che non c'erano problemi". E muro contro muro rimane anche quello che oppone la maggioranza delle larghe intese al Movimento 5 stelle. In una lettera, i gruppi della forza di opposizione guidata da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio hanno chiesto direttamente a Violante e Bruno di fare un passo indietro per favorire la ricerca di una soluzione condivisa. Bar

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