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pubblicato il 22/apr/2014 12:11

Dl lavoro: oggi in Aula Camera. Maggioranza spaccata e possibile fiducia

Dl lavoro: oggi in Aula Camera. Maggioranza spaccata e possibile fiducia

(ASCA) - Roma, 22 apr 2014 - Il Dl lavoro che porta la firma del ministro Poletti approda alle 15.00 nell'Aula della Camera con l'ipotesi, sempre piu' accreditata, che il governo ponga la questione di fiducia a causa della spaccatura apertasi nella maggioranza. Una serie di modifiche apportate in commissione, volute soprattutto dal Pd, hanno provocato un'alzata di scudi da parte del Ncd, che ha gia' annunciato voto contrario al nuovo testo del decreto e che chiede che si torni al provvedimento uscito da palazzo Chigi, mentre il senatore Roberto Formigoni dice no anche alla fiducia. Analoga posizione nel merito del provvedimento anche da parte di Scelta Civica, che, al momento, non ha pero' ancora preso una netta posizione circa il voto, ma si e' limitata a parlare di ''rischi per il governo''. Sul fronte opposizione, anche Forza Italia chiede il ripristino del testo messo a punto dal ministro Poletti. Le modifiche che suscitano i dissensi nel centrodestra, di maggioranza e opposizione, sono la riduzione dei contratti a temine da 8 a 5 nel corso dei 36 mesi previsti, quella delle semplificazioni per i contratti di apprendistato e il tetto del 20% dei contratti complessivi al'interno della stessa azienda per i rapporti a tempo determinato. Sul fronte politico sotto accusa sono le spinte diverse all'interno del Pd che hanno portato al varo delle modifiche. Nel governo, pero', il ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan, questa mattina ha difeso il provvedimento affermando che portera' un incremento dell'occupazione, senza fare alcun distinguo tra l'attuale testo e quello originario. Lo stesso ministro del lavoro, Giuliano Poletti, non ha mai espresso posizione contraria alle modifiche apportate in quanto l'impianto generale dell'insieme di norme non e' stato stravolto. L'alternativa alla fiducia, al momento, per l'esecutivo, e' quella di trovare un accordo nella maggioranza, ma i tempi sono stretti e comunque il decreto dovra' passare in seconda lettura al Senato, dove il testo potrebbe essere nuovamente emendato e subire poi una terza lettura entro il 19 maggio, data della sua scadenza. sgr/red/

 

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