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pubblicato il 22/apr/2014 15:29

Dl lavoro: il governo chiede la fiducia alla Camera su testo commissione

Dl lavoro: il governo chiede la fiducia alla Camera su testo commissione

(ASCA) - Roma, 22 apr 2014 - Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, nell'Aula della Camera ha posto a nome del governo la questione di fiducia sul testo del Dl lavoro uscito dalla commissione e senza modifiche. Le dichiarazioni per il voto di fiducia inizieranno nell'Aula della Camera domani alle 13.30, poi alle 15.20 la prima 'chiama'. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio. I termini per la presentazione degli ordini del giorno e' stato fissato per le 10. Le dichiarazioni di voto finale avranno invece inizio giovedi' alle 12, con diretta televisiva. Il 'question time' previsto per domani non avra' luogo. Il capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza, al termine del vertice a Montecitorio tra governo e maggioranza, preannunciando il ricorso al voto di fiducia, aveva spiegato che ''ci sara' un'ulteriore discussione in Senato''. Le modifiche che hanno suscitato i dissensi nel centrodestra, di maggioranza e opposizione, sono la riduzione dei contratti a temine da 8 a 5 nel corso dei 36 mesi previsti, quella delle semplificazioni per i contratti di apprendistato e il tetto del 20% dei contratti complessivi al'interno della stessa azienda per i rapporti a tempo determinato. Sul fronte politico sotto accusa sono le spinte diverse all'interno del Pd che hanno portato al varo delle modifiche. Nel governo, pero', il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, questa mattina ha difeso il provvedimento affermando che portera' un incremento dell'occupazione, senza fare alcun distinguo tra l'attuale testo e quello originario. I tempi per l'approvazione definitiva sono abbastanza stretti: qualora non convertito in legge il decreto decadra' il 19 maggio. RENZI, CONTRASTI DA CAMPAGNA ELETTORALE... - ''Si tratta di discussioni alle quali un cittadino normale e' abbastanza allergico. Stiamo discutendo se le proroghe debbano essere 5 o 8, mentre tutto l'impianto va bene...''. Insomma, ''questioni di dettagli''. Questioni messe sul tappeto ''da chi e' in campagna elettorale'', mentre ''a noi interessa governare'' e ''pensare agli italiani''. E' quanto afferma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un'intervista al Tg1, in merito alle divergenze nella maggioranza sul decreto lavoro. Si discuta pure, rimarca Renzi, ma ''alla fine si chiuda l'accordo'', perche' ''non e' possibile non intervenire su un'emergenza come quella dell'occupazione''. int

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