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pubblicato il 01/ago/2013 12:57

Dl Ilva: Caleo (Pd), necessario. Bondi ascolti Taranto

(ASCA) - Roma, 1 ago - ''Il decreto sull'Ilva di Taranto che il Senato ha approvato e' innanzitutto un atto dovuto e non rinviabile che testimonia, dopo il legittimo intervento della magistratura, il coraggio di questo governo nell'affrontare una problematica complessa e difficile, caratterizzata da decenni di errori, assenze e dimenticanze e sfociata nella drammatica contrapposizione tra necessita' d'impresa e tutela dei diritti alla salute e all'ambiente''. Lo afferma il senatore Massimo Caleo, senatore del Pd, che e' intervenuto in dichiarazione di voto a palazzo Madama. ''La vicenda dell'Ilva - continua Caleo - palesa le contraddizioni e il fallimento sia di un sistema produttivo che per decenni ha anteposto la produzione e il lavoro alla tutela ambientale e sanitaria, e l'incapacita' degli amministratori delle aziende e della classe politica di fornire per tempo risposte adeguate. L'Ilva di Taranto e' la piu' grande acciaieria d'Europa e produce il 75% del Pil della provincia. Oltre ad essere consapevoli del fatto che i costi di dismissione di un sito inquinato ricadono interamente sullo Stato, non possiamo essere cosi' miopi da decidere di privare l'Italia e la citta' di Taranto di una realta' produttiva cosi' importante. E' una questione strategica: dismettere l'Ilva significa abbandonare l'industria siderurgica nazionale, con le conseguenti gravi ripercussioni sugli altri settori produttivi in Italia, primo fra tutti quello della meccanica. Questo provvedimento, scaturito dalla necessita' di risolvere una situazione di emergenza, puo' e deve rivelarsi un'opportunita' per l'intero complesso produttivo italiano, per coniugare sostenibilita' ambientale e innovazione. L'attuazione dell'Aia dovra' essere portata a termine nei tempi indicati e senza modifiche meno rigorose e stringenti, sia in riferimento alla legislazione nazionale che alla legislazione europea. In questo modo potra' generare valore aggiunto, know-how da esportare, e garantire la tutela ambientale e sanitaria. Il Commissario Bondi deve essere consapevole di avere un ruolo che va ben al di la' della ristrutturazione di un'azienda: dovra' saper ascoltare e condividere le sue scelte, in primis con Regione e Comune, per contribuire a ricucire il tessuto sociale della citta'. Per quanto riguarda, invece, l'eliminazione della figura del Garante, riteniamo che la scelta di Edo Ronchi come sub commissario, con un ruolo esplicitamente rivolto all'ambientalizzazione, costituisca in se' una garanzia.

Avremmo voluto apportare alcune modifiche migliorative, ma ha prevalso la responsabilita' e l'assoluta necessita' di evitare il rischio di decadenza del decreto''. com-ceg/cam/alf

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