mercoledì 18 gennaio | 17:52
pubblicato il 06/ago/2013 14:00

Dl fare: Mauro (Gal), e' il massimo che si poteva realizzare

(ASCA) - Roma, 6 ago - ''Oggi, se questo provvedimento verra' approvato, andro' a casa contento, potro' guardare in faccia la gente del mio territorio perche' diro' che e' stato fatto quello che era possibile fare in questo momento'' e ''bisogna smetterla con il dare sempre un'immagine negativa della politica''. Cosi' il senatore del gruppo Grandi Autonomie e Liberta', Giovanni Mauro, intervenendo nell'Aula di Palazzo Madama durante la discussione generale del decreto Fare. ''Avrei voluto dire - ha spiegato Mauro - che il provvedimento poteva essere arricchito dal credito d'imposta per le aziende del Sud Italia o da aiuti per l'inserimento dei giovani laureati del Mezzogiorno. Abbiamo molto lavorato per apportare migliorie importanti perche' volevamo introdurre la continuita' territoriale della Sicilia, delle isole rispetto al resto del paese. Ma oggi, dopo questo dibattito, viene da dirsi: qual e' la domanda a cui deve rispondere il Parlamento? Il Parlamento - ha aggiunto - deve chiedersi se si e' fatto tutto cio' che era possibile fare.

Nella proposta di decreto del governo, emendato alla Camera e giunto qui, si poteva fare di piu'? Noi come gruppo Gal ci siamo detti che forse questo, al momento, e' il massimo che si puo' fare.

''Abbiamo accettato di trasformare i nostri emendamenti in un ordine del giorno - ha ricordato Mauro - perche' non faremo mai dimenticare a questo governo quali solo gli impegni assunti verso il Mezzogiorno e non faremo mai mancare il nostro assillo. Ma da qui a dire che e' tutto sbagliato, che e' tutto fatto male...Ho visto in questi giorni, da mattina a sera, per ore e ore, colleghi meravigliosi che non hanno visto ne' l'ora pranzo ne' l'ora di cena per poter produrre un ottimo lavoro parlamentare.

Questo trasmettere sempre al Paese l'immagine di una vita parlamentare, istituzionale o politica come fattore di negativita'. Ma quando mai? Questa e' una mera bugia''. ''Se poi vogliamo che il Paese veda la politica solo come il luogo dell'attenzione alle vicende di un leader politico o ai congressi di un altro partito o a una lotta uomo contro uomo, ma no, non e' questa la politica. Ho vissuto in queste settimane in Senato giornate di vita parlamentare intensa e potrebbe essere che qualche norma non sara' perfetta, ma il fattore tempo, per questo provvedimento, e' stato fondamentale ed e' ingiusto non tenerne conto''. com-brm/lus/rl

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