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pubblicato il 25/lug/2013 12:00

Dl fare/ Maratona alla Camera, tensione Boldrini-Brunetta su M5S

Monito presidente:doveroso da tutti rispetto e linguaggio consono

Dl fare/ Maratona alla Camera, tensione Boldrini-Brunetta su M5S

Roma, 25 lug. (askanews) - E' ripresa stamani alla Camera la maratona in un' aula semivuota trasmessa in streaming dal M5S sul dl fare iniziata con il voto di fiducia ieri all'ora di pranzo, proseguita in notturna, sospesa per un'oretta qutesta mattina e programmata l'intera giornata di oggi, nel tentativo di arrivare almeno domani al voto finale ostacolato dall'ostruzionismo M5S, assecondato anche dalle altre opposizioni Fdi, Sel. Ostruzionismo che vede i deputati grillini iscritti in massa e a ripetizione a parlare sugli ordini del giorno, avviato sul dl fare e pronto a spostarsi su ogni altro provvedimento se non sarà espunto dal calendario della Camera il primo voto entro l'estate sulla procedura speciale di riforma della Costituzione. Difficile che fino al primo pomeriggio si riesca ad arrivare al voto sui quasi 150 ordini del giorno, che si vorrebbero esaurire entro stanotte in modo da poter votare domani la legge. A caratterizzare la ripresa della maratona parlamentare stamani è stato uno scontro in aula innescato dall'intervento del presidente dei deputati Pdl Renato Brunetta che ha denunciato frasi offfensive nei suoi confronti da parte della deputata grillina Carla Ruocco, invocando per lui una formale "censura" da parte della presidente della Camera Laura Boldrini, vivacemente da lui contestata nella convinzione di non aver dato troppo peso alla sua denuncia, "nonostante lei come me era presente ma non se ne è accorta". "Lasci a me - gli ha replicato Boldrini- valutare i fatti, sulla base del verbale...". E Boldrini, una volta letto il verbale delle varie dichiarazioni, ha "censurato" formalmente in aula le dichiarazioni della Ruocco su Brunetta come richiesto, richiamando però lo stesso capogruppo (che ha voluto poi comunque "ringraziarla pubblicamente" in aula per la presa di posizione) a "maggiore rispetto non per la mia persona ma per l'istituzione della Presidenza". Perchè "capisco la sua indignazione - ha richiamato Brunetta la presidente della Camera- ma credo che anche la forma vada salvaguardata, se vogliamo parlare di buone maniere". Più in generale Boldrini ha voluto rivolgere "veramente a tutti l'invito a adottare un linguaggio consono a un'aula parlamentare, nonostante questa fase concitata".

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