domenica 19 febbraio | 18:24
pubblicato il 20/feb/2014 16:13

Dl enti locali: proteste di gruppi e governo, Grasso riveda suo giudizio

(ASCA) - Roma, 20 feb 2014 - Pioggia di proteste da parte dei gruppi parlamentari e dello stesso governo, per voce del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini, alla decisione del presidente del Senato Pietro Grasso in merito all'inammissibilita' di un buon numero di emendamenti al decreto enti locali, che comprende anche le norme salva-Roma, tra cui 15 gia' approvati dalla commissione Bilancio.

Hanno preso la parola il capogruppo del Pd, Luigi Zanda, che ha chiesto di accantonare gli emendamenti approvati in commissione al fine di dare modo alla presidenza di ''valutare l'opportunita' di rivedere il suo giudizio''. Dopo di lui il senatore Fi, Paolo Romani ha espresso l'opinione secondo cui ''non mi sembra il caso di proseguire come se niente fosse accaduto, non possiamo disattendere i rilievi posti dal primo partito in Parlamento'' ed ha quindi chiesto una sospensione dell'assemblea in modo da consentire ''di verificare la disponibilita' di Grasso ad una modifica di atteggaimento''..

La senatrice di Scelta civica, Linda Lanzillotta ha sollecitato ''una riflessione da parte della giunta per il Regolamento. Non e' possibile che un emendamento gia' approvato in commissione venga rimesso in discussione. Delle due l'una: o il presidente si deve esprimere prima del voto in commissione o gli emendamenti approvati in commissioni non possono essere cassati successivamente dalla valutazione del presidente del Senato''.

Per il capogruppo della Lega Nord, Massimo Bitonci le dichiarazioni di Zanda che hanno portato all'impasse dell'Aula sono rilevanti anche sotto un altro profilo: ''Non vorrei che Zanda voglia in realta' togliere le castagne dal fuoco al prossimo governo Renzi. Quel Renzi che non vuole le norme qui contentute perche' ritenute scomode''.

Per Legnini ''e' chiara al governo l'inappellabilita' della decisione del presidente Grasso, ma l'inappellabilita' della decisione non significa che la stessa non sia modificabile. Ci sono gia' stati casi del genere, casi limitatissimi ma esistenti''.

njb

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