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pubblicato il 29/ago/2013 19:05

Diritti tv: legali Berlusconi, decisione Cassazione sconnessa da fatti

(ASCA) - Roma, 29 ago - ''E' una decisione del tutto fuorviante e totalmente sconnessa dalla realta' dei fatti.

Trattandosi poi di una decisione della Corte di Cassazione, la sentenza e' ancora piu' deludente sul piano strettamente giuridico nella misura in cui non ha dato ragionevoli risposte agli argomenti proposti dalla difesa a dimostrazione della impossibilita' di configurazione in punto di diritto del reato contestato al Presidente Berlusconi''. Lo scrivono in una nota gli avvocati Franco Coppi, Piero Longo e Niccolo' Ghedini, legali di Silvio Berlusconi, commentando le motivazioni della sentenza della Cassazione sul processo diritti tv Mediaset, che ha confermato la condanna a quattro anni per frode fiscale all'ex premier.

''Mai il Presidente Berlusconi - spiegano i legali - ha avuto incarichi in Mediaset. Mai il Presidente Berlusconi si e' occupato degli acquisti dei diritti televisivi. Mai il Presidente Berlusconi si e' occupato degli organigrammi societari che fra l'altro sono continuamente cambiati nel corso degli anni. Mail il Presidente Berlusconi ha avuto alcun ruolo nelle denuncie dei redditi o nelle scelte operative in particolare quelle finanziarie. Si ricordi fra l'altro che la contestata evasione fiscale e' pari a poco piu' dell'1% delle imposte pagate che negli anni oggetto di contestazione hanno superato i 560 milioni di euro. Tutti i testimoni, nessuno escluso, hanno confermato tali situazioni, soprattutto dopo la discesa in politica del presidente Berlusconi nel 1994. Nessun fondo estero e' mai stato rinvenuto, ne' poteva esserlo perche' mai vi e' stato. Tutti i denari derivanti dalle plusvalenze sui diritti televisivi rimanevano in capo ad Agrama e agli altri operatori del settore e cio' risulta dagli atti. Cosi' come risulta che Agrama pagasse sistematicamente i dirigenti del settore acquisti dei diritti di Mediaset. Cio' avveniva ovviamente senza che alcunche' di cio' fosse noto alla dirigenza o al presidente Berlusconi. Del resto se il presidente Berlusconi fosse stato socio occulto di Agrama mai avrebbe consentito che questi pagasse i dirigenti Mediaset a cui sarebbe stato sufficiente una precisa indicazione per convincerli agli acquisti'', concludono i legali.

com-ceg/vlm

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