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pubblicato il 29/lug/2013 08:53

Diritti tv: domani la Cassazione, 'giorno del giudizio' per Berlusconi

(ASCA) - Milano, 29 lug - Mediaset, ultimo atto. Il processo sulla compravendita dei diritti televisivi approda in Cassazione. L'udienza e' fissata per domani, ma il conto alla rovescia e' iniziato da giorni. Per Silvio Berlusconi sara' il giorno del giudizio. Le sue parole di ieri (''Non faro' l'esule come Craxi, andro' in carcere''), anche se successivamente ritrattate, testimoniano che il clima della vigilia e' torrido.

Il rischio, in caso, di condanna, non e' tanto il carcere (i 4 anni si sono comunque ridotti a uno per effetto dell'indulto, pena per cui Berlusconi, in quanto incensurato, beneficerebbe di misure alternative), quanto l'essere ''esiliato' dal Parlamento come conseguenza della pena accessoria (interdizione per 5 anni dai pubblici uffici).

L'incubo di essere 'eliminato' dalla scena politica per via giudiziaria potrebbe insomma diventare realta'.

Anche se - e' bene ricordarlo - il leader del Pdl puo' sempre contare sul successivo 'passaggio' in giunta autorizzazioni del Senato.

Questa, ovviamente, e' solo un ipotesi. Perche' non e' affatto detto che la sentenza sui diritti tv di Mediaset venga confermata in toto dai giudici del Palazzaccio. Cosi' come non e' scontato che tutta la partita si risolva nell'udienza del 30 giugno. Le variabili, insomma, sono parecchie. E potrebbero far slittare il verdetto su Berlusconi di qualche mese. Anche perche', insieme all'ex premier, sul banco degli imputati ci sono altre tre persone: l'ex produttore statunitense Frank Agrama, ritenuto suo 'socio occulto', e gli ex manager Mediaset Daniele Lorenzano e Gabriella Galetto. Da un punto di vista squisitamente processuale, gli scenari sul tavolo possono ridursi a tre. O conferma della condanna decisa nei primi 2 gradi di giudizio, o annullamento: che potrebbe essere un annullamento secco (verdetto che equivale a un assoluzione definitiva) oppure parziale. In quest'ultimo caso i giudici in Ermellino, dopo aver ravvisato un vizio procedurale o di formale nel precedente grado di giudizio, rinvierebbero le carte in Corte d'Appello ordinando un altro processo su specifici punti.

Ovviamente da celebrare davanti a collegio diverso da quello presieduto da Alessandra Galli che si e' gia' espresso sul leader Pdl. Ci sono poi altre variabili legate alla tempistica.

Il pool di legali di Berlusconi (composto questa volta anche dal professor Franco Coppi, un principe del foro specializzato proprio nelle udienze di Cassazione, che affianca gli storici Niccolo' Ghedini e Piero Longo) potrebbe arrivare a rinunciare alla prescrizione (pronta a scattare almeno sulla presunta frode fiscale del 2002) e chiedere un rinvio. Analoga richiesta potrebbe arrivare anche i legali degli altri 3 imputati. Una mossa che permetterebbe di rinviare la partita di qualche mese per poi giocarsela, ad autunno prossimo, davanti ai giudici della Terza Sezione della Cassazione. Ma la strategia potrebbe anche essere quella di puntare il tutto per tutto nell'udienza di martedi'. Gli interrogativi della vigilia, insomma, non mancano.

Certo e' che o difensori di Berlusconi hanno vagliato tutte le opzioni sul tavolo e che nelle loro scelte e' stata tenuta presente la composizione del collegio giudicante. Presidente della sezione feriale della Cassazione e' Antonio Esposito: e' stato lui a decidere di fissare a martedi' 30 luglio l'udienza sul caso Mediaset, gettando benzina sul fuoco nel dibattito politico nazionale. Nel suo curriculum figurano la conferma di condanne a personaggi eccellenti: l'ex governatore Siciliano Toto' Cuffaro, l'ex parlamentare Pdl Massimo Maria Berruti, l'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio. E' stato sempre lui a firmare le ordinanze di custodia cautelare in carcere per i parlamentari Pdl Nicola Cosentino e Sergio De Gregorio. Il relatore e' Amedeo Franco, giudice del collegio di Cassazione che in passato si e' gia' espresso su Berlusconi confermando per lui l'assoluzione nella vicenda Mediatrade. Giudici a latere sono invece Claudio D'Isa, Ercole Aprile e Giuseppe De Marzo. A rappresentare la pubblica accusa sara' invece Antonello Mura, ex consigliere del Csm ed ex presidente di Magistratura Indipendente, la corrente tradizionalmente piu' moderata dell'Anm. Tocchera' loro stabilire se davvero Berlusconi sia colpevole di una frode fiscale di oltre 7 milioni di euro.

Secondo l'impianto accusatorio, confermato fino al secondo grado di giudizio, Mediaset non comprava direttamente i diritti televisivi e cinematografici dalle major stanunitensi. Lo faceva attraverso l'intermerdiazione di diverse societa' off-shore (come la Century One e l'Universal One, solo per citarne alcune) per ''gonfiare' il prezzo ad ogni passaggio della catena. Un meccanismo che avrebbe permesso a queste societa' off-shore (tutte, secondo l'accusa, riconducibili a Berlusconi) di ''fare la cresta' tra il valore iniziale e quello finale, pagato effettivamente da Mediaset. Obiettivo: creare fondi neri all'estero e frodare il fisco italiano. Alla Suprema Corte l'ardua sentenza. fcz/lus/bra

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