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pubblicato il 08/nov/2013 10:07

Dipendenze: Grasso, piaga sociale. Bisogna allargare concetto di cura

Dipendenze: Grasso, piaga sociale. Bisogna allargare concetto di cura

(ASCA) - Roma, 8 nov - ''Le dipendenze sono una piaga della societa' moderna che si e' manifestata come una conseguenza negativa, una sorta di altra faccia della medaglia del boom economico della seconda meta' del secolo scorso e che poi e' dilagata nel tempo e nello spazio. Il prezzo che la societa' paga per questa piaga e' altissimo, in termini innanzitutto di vite umane, ma anche di costi per l'assistenza e per il recupero delle vittime''. Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso intervenendo al convegno ''Le dipendenze tra le cure e l'abbandono'' organizzato da Fondazione Italia protagonista, Assciazione italiana per la cura dele dipendeze patologiche che si svolge a Palazzo Giustiniani.

''Quando parliamo di dipendenze il nostro pensiero va subito alle dipendenze dalle droghe, alle tossicodipendenze purtroppo ancora diffuse sia nel nostro paese che nel mondo - ha sottolineato il presidente del Senato -. Ma ci sono anche forme di dipendenza piu' subdole, meno visibili, quelle cosiddette comportamentali, che tuttavia hanno un impatto sociale altrettanto devastante. Basti pensare al fumo, all'alcol, al gioco d'azzardo, ma anche alla dipendenza dal cibo, e alle nuove forme di dipendenza, come quelle da shopping, da fitness, da internet. Bisogni compulsivi e perennemente insoddisfatti. Sono tutti fenomeni che partono come comportamenti liberi o addirittura in certi casi trasgressivi, ma che poi finiscono per togliere la liberta' all'individuo, che affievoliscono e spesso annullano la sua volonta', conducendolo a forme di schiavitu' fisica o comportamentale'' .

Tutto cio' determina inoltre ''un bacino di 'utenza' per la criminalita' organizzata, che non a caso trae molti dei suoi proventi illeciti dalla gestione del traffico di sostanze stupefacenti e dal mercato del gioco d'azzardo'' mette in risalto Grasso, che prosegue: ''La lotta contro le dipendenze diventa allora anche lotta contro la criminalita' organizzata che ne contribuisce alla loro diffusione''. Per tutti questi motivi ''e' ormai urgente e necessario rivedere i nostri parametri, intercettare le nuove richieste di aiuto, aggiornare i servizi, cercare nuovi piani di intervento che mettano al centro terapie incentrate sulla ''persona'', sui suoi bisogni specifici, sulle sue fragilita' individuali ma anche, e soprattutto, sui punti di forza che sono presenti in ciascuno. Allargare il concetto di ''cura'' da una ambito farmacologico ad un piu' ampio ''prendersi cura'' dell'altro'' conclude la seconda carica dello Stato.

njb

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