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pubblicato il 08/feb/2013 15:12

Difesa: La Russa, F35 necessari ma si puo' ridurre numero...(1 update)

(ASCA) - Roma, 8 feb - Gli aerei F35 sono necessari alla nostra aeronautica, perche' andranno negli anni a sostituire gli attuali aerei in servizio. Ma il numero per i quali il governo italiano si e' impegnato all'acquisto sin dal 1996, con Romano Prodi a Palazzo Chigi, e' andato via via scendendo fino ad arrivare ai 90 di oggi. Non e' pero' escluso (''essendo stato finora firmato il contratto per l'acquisto di soli sei velivoli'') che il numero possa ancora scendere.

Non solo, rallentando i lavori della produzione italiana nell'impianto di Cameri (Novara) e spostando ancora piu' in avanti l'acquisto degli aerei il loro prezzo sicuramente scendera', con risparmio per le casse dello Stato. Un risparmio che dovra' essere destinato per un 50% all'abbattimento del debito pubblico e per l'altro 50% al comparto sicurezza, suddividendo le risorse in parti uguali tra l'impiego nelle citta' delle pattuglie miste militari-forze di polizia, l'addestramento e la retribuzione dei militari. Lo afferma l'ex ministro della Difesa e tra i fondatori di Fratelli d'Italia, Ignazio La Russa, in una conferenza stmpa alla Camera.

''L'Italia - spiega La Russa - ha attualmente 250 aerei che devono essere sostituiti e gli F35 da acquistare sono stati ridotti da me da 131 a 96, pur tra molte difficolta'''.

Questo perche', spiega, ''in Italia non e' solo il ministro della Difesa che decide sugli armamenti. Grazie ad un intervento dell'allora premier Massimo D'Alema le competenze sulla materie si sono sdoppiate tra Difesa e Attivita' produttive''. L'ex ministro chiede allora che ''tutto ritorni nell'alveo del ministero della Difesa, rendendo tutto piu' semplice e responsabile''.

Secondo La Russa le polemiche di queste settimane sono tutte pretestuose. ''Gli F35 sono stati ordinati con venti anni di anticipo - ricorda La Russa - gli acquisti sono stati decisi nel 1996 dal governo Prodi, con il compianto ministro Andreatta che avvio' la fase applicativa. Nel 1999, con D'Alema a Palazzo Chigi, prese il via la fase dimostrativa mentre la fase di sviluppo comincio' nel 2002 con Berlusconi.

Nel 2007, ancora Prodi, fa partire la produzione. Nel 2009 infine, con premier Berlusconi il Parlamento da' parere favorevole alla produzione nella fabbrica di Cameri''. Un impianto che produce (non solo per gli aerei italiani ma per tutti gli F35 del mondo) le parti ''tecnologiche piu' raffinate'' dell'aereo: ali e fusoliera. ''Cameri - dice La Russa - deve costruire ali e fusoliere di 1.000 aerei'' e ''al momento per l'Italia non c'e' nessun obbligo, non ci sono contratti se non per sei aerei''. Il ministro della Difesa attuale, Di Paola, ''ha fatto scendere il numero degli F35 a 90 ma - ripete La Russa - l'acquisto non e' un obbligo'' anche se ''e' necessario via via sostituire gli aerei che abbiamo''.

La questione dei costi, prosegue l'ex ministro, puo' essere affrontata ''in un modo molto semplice e cioe' intervenendo sui tempi d'acquisto. Piu' va avanti e meno costano gli aerei. Ho chiesto - continua La Russa - che i tempi di costruzione siano allungati. Cosi' facendo saranno dimezzati''. Ovviamente, chiarisce, ''il rallentamento della produzione vale solo per gli aerei italiani, senza cosi' mettere in pericolo le aziende che lavorano ai velivoli''.

Qui arriva ''la condizione di La Russa: destinare un 50% dei risparmi ottenuti con il rallentamento della produzione all'abbattimento del debito pubblico e l'altro 50% alla sicurezza degli italiani, sia sul fronte delle Forze armate che delle forze di polizia''. Con Monti ''sono rimaste le pattuglie miste militari-forze di polizia da me volute per il controllo delle citta''', riconosce La Russa ma ''bisogna aumentarle di numero''. Poi ''impiegare i risparmi per l'addestramento e infine per le retribuzioni dei militari, per la progressione di carriera nel comparto sicurezza''.

fdv

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