domenica 26 febbraio | 11:39
pubblicato il 12/lug/2013 12:00

Difesa/ Da Cdm via libera a ratifica Trattato su commercio armi

Per traffico illegale muoiono 740.000 persone all'anno

Difesa/ Da Cdm via libera a ratifica Trattato su commercio armi

Roma, 12 lug. (askanews) - Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di ratifica ed esecuzione del Trattato sul commercio delle armi "Arms trade treaty - ATT", adottato nel marzo 2013 dall'Assemblea Generale delle Nazioni unite e firmato a New York il 2 aprile 2013. Lo riferisce Palazzo Chigi nel comunicato diffuso al termine della riunione del governo. Il Trattato, frutto di un lungo e complesso impegno negoziale avviato in ambito Onu dal 2006, "rappresenta un punto di svolta - sottolinea ancora l'esecutivo - nella trattazione di una delicata problematica nell'ambito delle relazioni internazionali. Il commercio illecito e non regolamentato delle armi ha conseguenze dirette, non solo sulla sicurezza delle Nazioni, ma soprattutto sul piano umanitario, sociale, ed economico. Il commercio illegale, o scarsamente regolamentato di armi non convenzionali, reca un pesantissimo costo in vite umane: stime internazionali fissano in più di 740.000 le persone che ogni anno muoiono a causa delle violenze armate". L'ATT risponde alla "urgente necessità di colmare le lacune del commercio non regolamentato di armi convenzionali e di intensificare gli sforzi volti al consolidamento della pace e dell'assistenza umanitaria, perseguendo l'obiettivo di rendere il commercio, l'esportazione e il trasferimento delle predette armi più responsabili e trasparenti". L'Italia, pur disponendo in materia di una delle normative più avanzate a livello mondiale, ha svolto - spiega la nota dle Cdm - un ruolo importante in ogni fase del negoziato per raggiungere, sul piano legislativo, il migliore risultato possibile. Con riferimento alla compatibilità del Trattato con la normativa europea, l'Italia, come gli altri Paesi membri, ha firmato l'ATT previa autorizzazione del Consiglio europeo, il quale sta ora procedendo all'elaborazione della decisione che autorizzerà gli Stati al deposito dello strumento di ratifica presso il Segretariato generale delle Nazioni unite".

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