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pubblicato il 19/set/2013 10:53

Difesa: Aiad, a Consiglio europeo si trovi intesa per stare tutti dentro

Difesa: Aiad, a Consiglio europeo si trovi intesa per stare tutti dentro

(ASCA) - Roma, 19 set - ''Penso che il Consiglio europeo di dicembre sia stato richiesto da Francia, Regno Unito e Germania per far accreditare dall'Europa le proprie idee. Se fosse veramente cosi' sarebbe grave''. A dirlo, nel corso dell'audizione in IV commissione alla Camera sui sistemi d'arma in vista del Consiglio europeo di difesa in programma il prossimo dicembre, e' il segretario generale dell'Aiad, l'associazione delle aziende italiana dell'aerospazio, difesa e sicurezza, Carlo Festucci, in rappresentanza di Confindustria. Per Festucci, date queste premesse, occorre invece rafforzare una posizione comune tra gli Stati per ''trovare una politica della difesa eurooea che costringa tutti a stare insieme''.

Non piu' quindi ''accordi a due o a tre (il riferimento e' sempre a Francia, Germania e Uk, ndr) ma lavorare perche' tutti stiano dentro''. In questo senso per il segretario generale dell'Aiad e' importante il lavoro che l'Italia sta svolgendo di aggregazione in materia di difesa europea per una ''posizione comune con Spagna e Portogallo''. ''Parliamo oggi di un'Europa che non esiste - ha aggiunto - dove la difesa comune e' messa in mora in primis dai Paesi'' laddove invece mettere a fattor comune ''non metterebbe a rischio la sovranita''' permettendo ''una sovranita' diversa''. Secondo Festucci il problema principale da affrontare sul piano industriale resta quello dei tagli al budget. ''Se l'industria della difesa, che per ogni euro speso riporta un euro e mezzo, e' prioritaria - ha spiegato il rappresentante dell'Aiad - allora quello del vincolo di bilancio e' un problema''. Per sedere al tavolo delle ''grandi'' l'Italia deve quindi ''compensare i problemi di budget con la politica'', potendo contare con ''un'industria della difesa d'eccellenza, rapporti industriali, tecnologici e politici''.

Festucci ha poi invitato a proseguire sulla strada di ''programmi comuni con altri Paesi europei, dal controllo del territorio, ai ragionamenti sul soldato futuro, gli unmanned terrestri e gli Ucav''. ''Questo e' quello che l'industria vorrebbe succedesse al Consiglio europeo - ha concluso Festucci - se il Governo procedesse in questa direzione avrebbe fatto un ottimo lavoro''. Nel corso dell'audizione non e' mancato infine il riferimeno all'F-35: per il segretario dell'Aiad, ''premesso che con l'upgrading dell'Eurofighter forse per l'industria ci sarebbero stati piu' soldi, la discussione sull'F-35 e' demagogica in primis perche' non e' l'industria che fa le scelte o decide le politiche estere e di difesa e poi perche' e' un sistema consono alle esigenze di difesa che il Governo ha in testa dovendo sostituire con 91 aerei gli attuali 246 velivoli soggetti a grandi spese di manutenzione''.

ap/sat

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