venerdì 20 gennaio | 18:05
pubblicato il 24/mar/2014 18:43

Diabete: salvaguardare presidi terapeutici, 26/3 incontro al Senato

(ASCA) - Roma, 24 mar 2014 - Imporre una terapia per decreto significa mettere in pericolo la salute dei pazienti diabetici soprattutto se si rischia di andare incontro a una riduzione degli strumenti per l'autocontrollo della malattia.

E' l'allarme lanciato dalle associazioni dei diabetici che mercoledi' 26 marzo, alle 13, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato, terranno una conferenza stampa per fare il punto sul futuro dei pazienti a pochi giorni dagli Stati Generali della Salute convocati dal ministero l'8 e il 9 aprile. In rappresentanza di quattro milioni e mezzo di pazienti diabetici interverranno a Palazzo Madama i presidenti nazionali di Agd Italia (coordinamento tra le associazioni italiane giovani con diabete) Gianluigi Curioni; Aniad (associazione nazionale italiana atleti diabetici) Gerardo Corigliano; Diabete Forum (Giovani ed adulti uniti per il diabete) Rita Lidia Stara; Fand (Associazione italiana diabetici) Egidio Archero; Fdg (Federazione nazionale diabete giovanile) Antonio Cabras. Parteciperanno inoltre i senatori del gruppo Grandi Autonomie e Liberta' Lucio Barani e Vincenzo D'Anna e il senatore di Forza Italia Andrea Madelli.

''La persona con diabete - spiegano le associazioni in una nota congiunta - non deve adattare la sua vita alla terapia, ma deve essere messa in grado di adattare la terapia alla sua vita. Un concetto semplice, basilare, che viene pero' messo, di fatto, in discussione dalla decisione di molte Regioni di stabilire, attraverso gare di assegnazione, i presidi da destinare ai malati di diabete. Queste gare, infatti, non danno nessuna certezza della qualita' e affidabilita' dei prodotti, non garantiscono la 'libera scelta' della persona con diabete, impediscono l'accesso a nuovi prodotti 'innovativi', portano ad una riduzione dell'autocontrollo della malattia, l'unica chiave che permette alla persona con diabete, correttamente informata, di vivere una vita 'normale' e non tengono conto che una cura identica per tutti puo' portare a complicanze. Complicanze che, tra l'altro, rappresentano iI 70% dei costi del diabete''. red/mpd

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