martedì 17 gennaio | 03:40
pubblicato il 15/ott/2016 10:04

Delrio: accordo su elezione nuovi senatori prima del referendum

Pd unito nel sì alla riforma o l'unità del partito è a rischio

Delrio: accordo su elezione nuovi senatori prima del referendum

Roma, 15 ott. (askanews) - Appello del ministro Graziano Delrio a Pd e Parlamento a chiudere prima del referendum sulla riforma costituzionale del prossimo 4 dicembre un accordo almeno politico nel partito del premier e fra i gruppi sul sistema elettorale del nuovo Senato. "Prima del referendum si può trovare un accordo in Parlamento con un ordine del giorno vincolante. Per me - dice Delrio al Corriere della Sera, facendo suo il rilancio di Renzi in direzione del ddl della minoranza Pd Chiti-Fornaro per l'elezione contestuale di nuovi senatori e consiglieri regionali con doppia scheda - la politica non è fatta di ricatti e minacce ma di strette di mano. Non è che se l'elezione dei senatori fosse indiretta sarebbe sospesa la democrazia. Ma sulla proposta Chiti-Fornaro Matteo Renzi ha fatto una grande apertura e ora ci sono le condizioni per trovare un accordo per il bene del Paese".

Detto questo però, se per Delrio in Parlamento l'accordo "si può trovare", all'interno del Pd "si deve", grazie al lavoro della commissione insediata dalla direzione del partito su proposta del segretario Matteo Renzi e che include anche la presenza di Gianni Cuperlo in rappresentanza della minoranza. "Fa tremare i polsi - sottolinea- l'idea che non troviamo un'intesa. Vorrei trasmettere agli amici della minoranza del Pd il grido che arriva dai territori. Bisogna abbassare i toni, anche nella maggioranza, e trovare un'intesa. Perche' se non si trova, un no al referendum può mettere a rischio l'unità del partito. Noi siamo pronti a lavorare".

Delrio, infine, liquida le argomentazioni di Virginia Raggi e degli altri sindaci di grandi città schierati per il no nella convinzione che sia impossibile fare bene in contemporanea il Sindaco e il senatore. "Molte questioni sono intrecciate in Comuni, citta' metropolitane e Senato. E' - ribatte loro Delrio- lo stesso lavoro fatto in due sedi diverse".

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