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pubblicato il 31/lug/2014 12:53

Della Vedova (Sc): no alle preferenze, meglio i collegi

Preferenze trasformano elezioni in mercato (ASCA) - Roma, 31 lug 2014 - Le preferenze non rispondono "all'esigenza di migliorare l'impianto di una legge elettorale, che non avrebbe di che giovarsi dal recupero di un istituto, a cui la Prima Repubblica, piu' che a ogni altro, deve il suo naufragio nel malcostume della corruzione politica e nel voto di scambio come regola del patto democratico". Lo afferma Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri, in un articolo pubblicato oggi sul quotidiano Europa. Quanto al voto di preferenza, Della Vedova dubita che gli italiani siano "desiderosi di usarlo. Alle ultime elezioni europee, su 27 milioni e rotti di voti validi le preferenze espresse sono state poco piu' di 12 milioni. Visto che era possibile esprimerne fino a tre, di generi diversi, se si ipotizza che la media di preferenze espresse sia stata di due, meno di un quarto degli elettori ha espresso preferenze".

Il voto di preferenza trasforma "la competizione elettorale in un mercato "'al dettaglio" del consenso e in un sistema di compravendita del voto, in cui il do dell'elettore sia direttamente contraccambiato dal des dell'eletto, con l'uso dei mezzi della spesa e della regolazione pubblica. Come ricorda spesso il Professor D'Alimonte l'uso del voto di preferenza divide profondamente il Nord e il Sud del Paese, piu' che gli elettorati di centro-destra e centro-sinistra. Nelle ultime elezioni regionali in Lombardia solo il 12% degli elettori che ha espresso un voto valido ha dato anche un voto di preferenza.

Nelle ultime regionali in Calabria questo dato e' stato invece dell'84%".

Le preferenze "accrescono i costi della politica, quelli pubblici e quelli privati, quelli diretti e quelli indiretti, quelli legali e quelli illegali. Sono un'eccezione, in uso in pochi e piccoli-medi stati europei, tutti rispettabili, nessuno in grado credibilmente di assurgere a modello per la soluzione dei problemi italiani. Se si vuole uscire dalla logica della lista bloccata - conclude Della Vedova - c'e' l'alternativa dei collegi e del voto uninominale, sia nella sua variante maggioritaria che in quella proporzionale (nonche' perfino in quella mista).

Parliamone apertamente".

Tor

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