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pubblicato il 21/apr/2011 19:30

Def/'Contropiano' Scajola:Manutenzione non basta, subito riforme

No rinviare a dopo 2014, accelerare risanamento per ridurre tasse

Def/'Contropiano' Scajola:Manutenzione non basta, subito riforme

Roma, 21 apr. (askanews) - Non bisogna rinviare alla prossima legislatura le riforme economiche strutturali che consentano di raggiungere prima possibile il pareggio di bilancio, condizione per aggredire il debito pubblico. E' quanto ha scritto l'ex ministro Claudio Scajola in un intervento pubblicato ieri sul sito della Fondazione Cristoforo Colombo. Una sorta di 'contropiano' rispetto a quello firmato dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in cui l'esponente del Pdl rilancia, tra l'altro, l'abolizione delle Province e la necessità di fondi alla cultura. "Il governo - è la premessa - ha approvato la settimana scorsa il Documento di economia e finanza (Def) e la bozza del Piano nazionale di riforma (Pnr) che guideranno la politica economica nei prossimi anni nel quadro del nuovo coordinamento europeo. In sintesi, i due documenti indicano una crescita del Pil dell'1,1 quest'anno, dell'1,3 nel 2012, dell'1,5 del 2013 e il pareggio del bilancio dello Stato nel 2014, con una manovra da 35-40 miliardi concentrata nel 2013-2014, mentre quest'anno e il prossimo sui conti pubblici ci sarà 'solo manutenzione'". Secondo Scajola "l'obbiettivo del pareggio di bilancio è sicuramente importante, un traguardo storico, anche perché è la premessa per aggredire il macigno del debito pubblico, che continua a deprimere la nostra economia e che nel 2012 crescerà al 120% del Pil". "Bisognerebbe però riflettere - ha sottolineato l'ex ministro - sulla apparente rinuncia a procedere quest'anno e il prossimo sulla strada delle riforme economiche strutturali, per rimandare alla prossima legislatura tutto l'aggiustamento dei conti necessario a raggiungere il pareggio. Sarebbe auspicabile maggiore determinazione, anche perché solo l'aggiustamento dei conti pubblici può liberare risorse per lo sviluppo e per la crescita del Pil che resta ancora debole e per la riduzione delle tasse. Tanto più che i venti di crisi finanziaria hanno ripreso a spirare sia in Europa sia negli Stati Uniti e solo un forte e costante impegno di risanamento può tenerci al riparo da nuove bufere".

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