mercoledì 18 gennaio | 09:40
pubblicato il 21/apr/2011 19:30

Def/'Contropiano' Scajola:Manutenzione non basta, subito riforme

No rinviare a dopo 2014, accelerare risanamento per ridurre tasse

Def/'Contropiano' Scajola:Manutenzione non basta, subito riforme

Roma, 21 apr. (askanews) - Non bisogna rinviare alla prossima legislatura le riforme economiche strutturali che consentano di raggiungere prima possibile il pareggio di bilancio, condizione per aggredire il debito pubblico. E' quanto ha scritto l'ex ministro Claudio Scajola in un intervento pubblicato ieri sul sito della Fondazione Cristoforo Colombo. Una sorta di 'contropiano' rispetto a quello firmato dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in cui l'esponente del Pdl rilancia, tra l'altro, l'abolizione delle Province e la necessità di fondi alla cultura. "Il governo - è la premessa - ha approvato la settimana scorsa il Documento di economia e finanza (Def) e la bozza del Piano nazionale di riforma (Pnr) che guideranno la politica economica nei prossimi anni nel quadro del nuovo coordinamento europeo. In sintesi, i due documenti indicano una crescita del Pil dell'1,1 quest'anno, dell'1,3 nel 2012, dell'1,5 del 2013 e il pareggio del bilancio dello Stato nel 2014, con una manovra da 35-40 miliardi concentrata nel 2013-2014, mentre quest'anno e il prossimo sui conti pubblici ci sarà 'solo manutenzione'". Secondo Scajola "l'obbiettivo del pareggio di bilancio è sicuramente importante, un traguardo storico, anche perché è la premessa per aggredire il macigno del debito pubblico, che continua a deprimere la nostra economia e che nel 2012 crescerà al 120% del Pil". "Bisognerebbe però riflettere - ha sottolineato l'ex ministro - sulla apparente rinuncia a procedere quest'anno e il prossimo sulla strada delle riforme economiche strutturali, per rimandare alla prossima legislatura tutto l'aggiustamento dei conti necessario a raggiungere il pareggio. Sarebbe auspicabile maggiore determinazione, anche perché solo l'aggiustamento dei conti pubblici può liberare risorse per lo sviluppo e per la crescita del Pil che resta ancora debole e per la riduzione delle tasse. Tanto più che i venti di crisi finanziaria hanno ripreso a spirare sia in Europa sia negli Stati Uniti e solo un forte e costante impegno di risanamento può tenerci al riparo da nuove bufere".

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Nato
Mattarella:Nato straodinariamente importante per pace e sicurezza
M5s
Nasce Sharing Rousseau, Di Maio: "Intelligenza collettiva M5s"
Ue
Presidenza Europarlamento: al ballottaggio Tajani e Pittella
Ue
Gentiloni vola da Merkel, sul tavolo conti pubblici e caso Fca
Altre sezioni
Salute e Benessere
Salute: nuovi Lea in arrivo. In vigore dopo pubblicazione su G.U.
Motori
Moto, Ducati e Diesel insieme per una Diavel post-apocalittica
Enogastronomia
Nel 2016 consumi alimentari fuori casa +1,1%, domestici -0,1%
Turismo
Nel 2016 Roma è stata la meta italiana preferita dagli europei
Energia e Ambiente
L'Enel porta energia "verde" all'ambasciata italiana di Abu Dhabi
Moda
Moda, nasce Brandamour, nuovo polo del lusso Made in Italy
Scienza e Innovazione
Nell'Universo ci sono almeno due trilioni di galassie
TechnoFun
Rischi del web, ecco le 8 truffe che colpiscono gli italiani
Sistema Trasporti
Dal 26 marzo al via i nuovi voli da Milano-Malpensa