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pubblicato il 14/apr/2014 18:05

Def: Brunetta, emergono realta' sconfortanti che Renzi nasconde

(ASCA) - Roma, 14 apr 2014 - ''Grave silenzio intorno al Def di Renzi. Da una lettura attenta emergono realta' sconfortanti che il presidente del Consiglio nasconde agli italiani''. Lo dichiara in una nota Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.

''L'Italia supera i parametri previsti dalla Commissione europea in termini di deficit strutturale. E questo non solo per il 2014 (-0,6%, raddoppiato rispetto al -0,3% contenuto nella Nota di aggiornamento al Def 2013 dello scorso settembre), ma anche per il 2015. Con l'aggravante che il numeretto inserito per il prossimo anno (-0,1%) e' in netto contrasto con le corrispondenti stime della Commissione europea (-0,8%). Non si tratta soltanto di non coincidenza dei numeri, ma e' l'operazione che c'e' dietro che spaventa: passare da -0,6% nel 2014 a -0,1% nel 2015, come e' furbescamente scritto nel Def, significa rispettare le regole europee, che chiedono un aggiustamento annuo del deficit strutturale proprio pari a 0,5% - prosegue Brunetta -. Mentre passare da -0,6% a -0,8%, come prevede che accadra' la Commissione europea e come e' piu' realistico che sia, significa infischiarsene totalmente degli impegni presi con l'Ue. Tanto piu' che quest'ultima si era gia' espressa con preoccupazione sui conti pubblici italiani lo scorso 5 marzo, rilevando il mancato rispetto del percorso di riduzione del debito pubblico concordato, e invitando il governo a migliorare il saldo relativo al deficit strutturale. Appello rimasto del tutto inascoltato''. ''Il non rispetto dell'obiettivo di deficit strutturale relativo al 2014 richiede una manovra correttiva che il governo non intende in alcun modo fare. E per evitarla fa ricorso alla Legge n. 243/2012, che consente uno scostamento temporaneo dall'obiettivo di bilancio in caso di eventi eccezionali, se tale scostamento e' ben argomentato e se e' accompagnato da un dettagliato piano di rientro. Il tutto previo parere della Commissione europea. Ebbene, nel Def di Renzi le cause dello scostamento non sono spiegate, il piano di rientro non e' previsto e, soprattutto, non c'e' traccia del necessario parere della Commissione europea. Riteniamo, pertanto, che in assenza di un giudizio chiaro da parte dell'Europa il Parlamento non sia nelle condizioni di approvare alcuna risoluzione al Def. Tanto piu' che se venerdi' prossimo il governo adottera' davvero, in Consiglio dei ministri, il decreto cd. ''taglia-Irpef', i saldi di finanza pubblica italiani, gia' assai fragili e in pericolo, subiranno un ulteriore peggioramento. Con il rischio che quel -0,6% (gia' -0,3%) di deficit strutturale previsto per il 2014 vada ben oltre il -1% e che, di conseguenza, il deficit nominale, attualmente previsto dal governo per il 2014 a -2.6% vada oltre il -3,5%. E servira' una manovra correttiva tra 0,5 e 1 punto di Pil. Oppure per l'Italia si aprira' immediatamente una nuova procedura di infrazione per deficit eccessivo'', continuaBrunetta. ''Forse conveniva prendere sul serio l'early warning della Commissione dello scorso 5 marzo, inserire nel Def stime veritiere dei conti pubblici e procedere alla necessaria manovra correttiva, piuttosto che ignorare l'allarme europeo, inserire numeri non veritieri nel Def e calcare ulteriormente la mano con il decreto di venerdi'. Non e' giocando d'azzardo che si governa il Paese'', conclude Brunetta.

com/vlm

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