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pubblicato il 20/ott/2012 08:17

Ddl stabilità/ Monti: pronti a modifiche ma a saldi invariati

Il Premier apre a modificare la legge nell'iter parlamentare

Ddl stabilità/ Monti: pronti a modifiche ma a saldi invariati

Roma, 20 ott. (askanews) - Mario Monti ha accolto le pressioni dei partiti di maggioranza a modificare la legge di stabilità nell'iter parlamentare d'approvazione ma lasciando invariati i saldi finali. "Siamo pronti a valutare modifiche", ha detto il presidente del Consiglio a Bruxelles ponendo il sigillo ad una disponibilità già ventilata dal ministro dell'economia Vittorio Grilli. Monti ha ribadito che, comunque, ogni modifica deve lasciare invariate le quantità finali della correzione. No quindi, " a modifiche dei saldi" ma anche a quelle modifiche sulle quali, pur lasciando invariati i saldi, "potremmo non trovarci d'accordo", ha specificato il presidente riferendosi allo scambio tra aumento dell'Iva e riduzione delle aliquote Irpef delle fasce più basse. "E' un documento portante della strategia del governo - ha detto Monti - che non credo vada giù come un bicchiere d'acqua. Prenderemo in considerazione tutte le critiche e siamo pronti a modificare la legge in Parlamento. Ma il fatto che ci siano considerazioni critiche, alcune anche forti, non ci sorprende. Credo di poter dire che siamo, col ministro dell'Economia e col governo tutto, disponibili a valutare tutte le modifiche che verranno proposte. Ma ovviamente - ha puntualizzato il presidente del Consiglio - non possiamo permetterci di assistere a modifiche dei saldi". E comunque, ha concluso Monti, "i saldi non sono l'unico caposaldo: con alcune modifiche potremo essere d'accordo ma con altre saremo in disaccordo". Svolgeremo, ha concluso Monti, "un esercizio tollerante e specifico di spiegazione e pedagogia" sperando che "possa funzionare bene". Che l'esecutivo stese prestando attenzione al coro di proteste che si è levato dalle forze politiche lo aveva testimoniato già il ministro Grilli: "Secondo noi - ha detto il ministro dell'economia - avendo ragionato e studiato, questa è la composizione che riteniamo migliore però è un disegno di legge non un decreto legge quindi con il parlamento discuteremo e se insieme si arriverà a una composizione diversa lo si può fare. Però questa è la versione che ancora riteniamo fortemente che sia la composizione migliore". Sempre parlando a Bruxelles il premier ha auspicato in un accordo produttività in tempi brevi sulla produttività con le parti sociali. "Noi - ha detto - usiamo le scadenze del Consiglio europeo per dare ai presidenti delle varie istituzioni degli aggiornamenti sull'avanzamento effettuato dal nostro Paese sulle raccomandazioni specifiche. Non ho potuto però parlare di un accordo con le parti sociali. Spero - ha concluso - possa esserci presto. E' stato chiarito alle parti sociali che lo Stato ha messo a disposizione un miliardo e 600 milioni di euro ma che dovranno essere usati per un aggancio effettivo a incrementi della produttività".

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