martedì 06 dicembre | 13:37
pubblicato il 13/mag/2014 19:24

Ddl anticorruzione: relatore, presentato testo base unificato

Ddl anticorruzione: relatore, presentato testo base unificato

++''Fatti Expo aumentano rilevanza provvedimento''+++.

(ASCA) - Roma, 13 mag 2014 - ''Ho presentato oggi in commissione Giustizia il testo base unificato riguardante il disegno di legge genericamente detto 'anticorruzione'. Si tratta di un provvedimento che, alla luce dei fatti di questi ultimi giorni riguardanti l'Expo di Milano, assume una rilevanza ancora maggiore''. Lo afferma il senatore del Nuovo Centrodestra, Nico D'Ascola, relatore del disegno di legge anticorruzione.

''In particolare il testo riflette l'esigenza, molto diffusa nella nostra societa' ed anche in Parlamento, di punire piu' gravemente reati che incidono sulla credibilita' internazionale dell'Italia e che cagionano gravi danni all'economia, come appunto sta accadendo nel caso dei recenti fatti giudiziari attinenti all'Expo di Milano e che hanno suscitato enorme disapprovazione nella pubblica opinione - spiega in una nota -. Il testo e' dedicato ai reati dei pubblici ufficiali contro la Pubblica Amministrazione, alle false comunicazioni sociali ed al delitto di autoriciclaggio, essendo gia' stato approvato il cosiddetto voto di scambio che faceva parte del ddl n.19. In materia di reati contro la Pubblica Amministrazione, per quanto riguarda la richiesta di inasprimento sanzionatorio, ho ritenuto preferibile rimettermi al giudizio dell'intera Commissione data la inopportunita' di una decisione soltanto individuale''. ''La commissione - prosegue il relatore - ha deciso di adottare le proposte contenute nel ddl 19 a firma del presidente Grasso. In aggiunta, quanto al delitto di concussione, il testo da me proposto ha ampliato la norma includendovi, accanto la figura del pubblico ufficiale, anche quella dell'incaricato di un pubblico servizio. Quanto al delitto di autoriciclaggio ho ritenuto di costruire la norma con riferimento a chi impieghi danaro proveniente da delitto, anche se da lui commesso, tutte le volte in cui pero' lo impieghi in attivita' economiche, finanziarie o speculative.

Infine, quanto alle false comunicazioni sociali, che divengono tutte procedibili di ufficio, sono qualificate come delitti e non beneficiano del dolo intenzionale e sono differenziate, dal punto di vista sanzionatorio, a seconda che la falsa comunicazione sociale, che deve avere prodotto il pericolo concreto di un danno, concerna societa' quotate ovvero no''.

com-njb/mau

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