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pubblicato il 09/ott/2014 17:59

Dalla Guzzanti solidarietà a Riina-Bagarella, scoppia la polemica

Orfini: certa cultura sinistra in crisi. Mirabelli: inaccettabile

Dalla Guzzanti solidarietà a Riina-Bagarella, scoppia la polemica

Roma, 9 ott. (askanews) - Diventa un caso il tweet di Sabina Guzzanti che ha voluto dare la sua "solidarietà a Riina e Bagarella privati di un loro diritto", dopo il no dei giudici di Palermo alla presenza dei due boss durante l'audizione del capo dello Stato al processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. Sulle parole della regista e interprete del film dedicato al caso scoppia subito la polemica.

"La Guzzanti che esprime solidarietà a Riina dimostra che la crisi di una certa cultura 'di sinistra' è ormai irreversibile", ribatte sempre su Twitter il presidente del Pd, Matteo Orfini, su Twitter. "La voglia di Sabina Guzzanti di vedere Riina al Quirinale nasconde la voglia di sfasciare le istituzioni alla ricerca di facile pubblicità. La verità la cercano i magistrati coi processi, non è nei film e l'attacco gratuito al Presidente é inaccettabile", fa eco il capogruppo del Pd nella commissione Antimafia, Franco Mirabelli.

Ancora dal Pd si leva la voce dei parlamentari Michele Anzaldi e Andrea Marcucci: "Da Sabina Guzzanti arriva una speculazione vergognosa e penosa, con la speranza di guadagnare qualche spettatore per il suo film finora snobbato dal pubblico. Esprimere solidarietà ai sanguinari boss di Cosa Nostra rappresenta un punto veramente basso, cui nessuno era arrivato fino a oggi. Di fronte ad un atteggiamento del genere, il massimo della vicinanza la meritano i parenti delle vittime della mafia. Lanciare indegne parole solidali nei confronti di certi mostri qualifica chi se ne rende responsabile".

Contro Sabina Guzzanti anche il presidente del gruppo parlamentare 'Per l'Italia' alla Camera, Lorenzo Dellai. "Bisogna rispettare tutte le opinioni e certo, nelle vicende di mafia, la ricerca della verità è sempre una virtù. Ma le espressioni di solidarietà a criminali mafiosi e l'indiretta accusa di tradimento rivolta al vertice delle istituzioni democratiche del nostro Paese da parte di Sabina Guzzanti vanno molto al di là del buon senso e della ragionevolezza", stigmatizza.

"Sabina Guzzanti si è bevuta il cervello - attacca ancora Daniela Santanchè di Fi - oltre che qualcosa di molto forte: negato un diritto a Riina e Bagarella? Per convincere qualcuno ad andare a vedere 'La trattativa' ci si inventa di tutto, si arriva persino a legittimare due boss. La paladina della libertà di espressione stavolta l'ha fatta grossa. Vergogna!".

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