giovedì 19 gennaio | 08:06
pubblicato il 13/nov/2015 20:29

Da Renzi fiducia condizionata a De Luca, aspettando le indagini

Premier offre sponda ma chiede di evitare barricate anti-giudici

Da Renzi fiducia condizionata a De Luca, aspettando le indagini

Roma, 13 nov. (askanews) - E' una fiducia condizionata quella che Matteo Renzi ha concesso oggi a Vincenzo De Luca, così almeno alcuni dei fedelissimi del premier in Parlamento spiegano le parole pronunciate dal premier in conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri. Dopo due giorni di silenzio, Renzi ha voluto dire la sua, in realtà prendendo ancora tempo: al governatore della Campania non vengono chiesti passi indietro perché, spiegano, Renzi ritiene che allo stato non ci siano elementi a carico di De Luca. Anzi, il premier assicura che non intende dare ascolto a chi chiede un Marino-bis.

Al tempo stesso, però, il leader Pd manda un paio di messaggi chiari: quella ribadita "fiducia nella magistratura" non è una formula di rito, Renzi vuol dire che il giudizio potrebbe cambiare se dalle indagini uscissero elementi nuovi e avverte che De Luca, in quel caso, non potrebbe contare su una difesa a oltranza. Meglio, dunque, mettere da parte le pentole di "olio bollente" evocate ieri dal presidente della Campania e concentrarsi sul lavoro da fare, sfruttando anche la sponda del governo che mette soldi per Bagnoli e per la Terra dei fuochi.

Questa, racconta più di un renziano, è la linea del premier. Chiaro, spiegano, che Renzi non ha alcuna voglia di trovarsi di nuovo impelagato in un braccio di ferro come quello a cui lo ha costretto Ignazio Marino, tanto più che - viene fatto notare - la differenza su questo punto è evidente: "Marino è andato via perché non riusciva a governare Roma, la vicenda degli scontrini è stata solo l'ultima goccia... Su De Luca non c'è un problema politico, bisogna solo aspettare che le indagini chiariscano cosa è successo".

In realtà, un qualche "problema politico" c'è anche intorno a De Luca, tanto che lunedì mattina gli eletti campani in Parlamento, a Strasburgo e in consiglio regionale faranno il punto della situazione perché "il rapporto col presidente non funziona". Nessuno nel Pd, al momento, arriva esplicitamente a chiedere di far dimettere il presidente della Regione, ma i malumori esistono e, per Renzi, non vanno alimentati. Anche per questo Renzi preferirebbe che De Luca evitasse 'crociate' e si concentrasse sull'amministrazione della Regione.

Inoltre, se è vero che allo stato Renzi ritiene che non ci siano elementi a carico di De Luca, il premier vuole comunque vedere come si svilupperanno le indagini. La versione del presidente della Campania non è del tutto lineare (prima ha detto di non sapere niente, poi si è definito parte lesa...) e molti invitano Renzi a mantenere ancora un atteggiamento prudente, in attesa delle prossime mosse degli inquirenti.

Una fiducia condizionata, appunto. Un modo, da un lato, per rassicurare De Luca sul fatto che Renzi non si accoda a chi chiede di replicare lo schema Marino, ma anche l'avvertimento a non alzare barricate anti-giudici che il Pd non potrebbe sostenere. E, non a caso, è proprio Renzi ad evocare il precedente di Marino: "Governi la Campania. In altre circostanze ho detto: se ne è capace, rispetto ad altre persone (il riferimento è appunto all'ex sindaco di Roma, ndr). Lo confermo qui, rispetto al presidente della Campania. Certo come sono che se c'è una persona che è nelle condizioni di fare di Bagnoli e della Terra dei fuochi una sfida straordinaria per il successo della Campania, questa è sicuramente Enzo De Luca".

Le condizioni di Renzi sono chiare: "Se ci sono fatti giudiziari ne prenderemo atto e saremo conseguenti. Nel momento in cui questi fatti ci saranno saremo i primi a prendere contezza, ma fino a quel momento piena fiducia nella magistratura e voglia di sistemare finalmente le questioni della Campania".

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