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pubblicato il 22/mar/2011 14:23

Da domani Parlamento al voto sulla missione italiana in Libia

Opposizione chiama Berlusconi in aula.Voto bipartisan a rischio

Da domani Parlamento al voto sulla missione italiana in Libia

Roma, 22 mar. (askanews) - Il Parlamento voterà tra domani e giovedì prossimo sulla Libia, dopo avere ascoltato le comunicazioni del Governo. Lo hanno deciso questa mattina le conferenze dei capigruppo di Camera e Senato, dove le opposizioni hanno anche chiesto che sia il presidente del Consiglio a riferire in Aula. Si comincerà dal Senato domani pomeriggio alle 17, anche se l'opposizione ha minacciato di votare contro il calendario se Berlusconi non dovesse accettare di recarsi in Aula. Giovedì mattina, quindi, è previsto il dibattito alla Camera, con successivo voto sulle risoluzioni che verranno presentate. Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, sembra poco convinto dell'ipotesi che Berlusconi si rechi alle Camere: "Vedremo... Visto il tema sono del tutto adeguati il ministro degli Esteri e quello della Difesa. E la questione fondamentale non è la presenza del premier, ma che il Governo vada a riferire sulla sua linea politica". Il capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, invece, ha chiesto la "massima condivisione della risoluzione". Le opposizioni però hanno insistito sulla presenza di Berlusconi: "Sarebbe difficile - ha detto il capogruppo di Fli alla Camera Benedetto Della Vedova - comprendere come il presidente Berlusconi possa non venire in Aula di persona". E, aggiunge il vice-capogruppo dei deputati del Pd Michele Ventura, "abbiamo insistito tutti, abbiamo messo in rilievo le dichiarazioni contraddittorie tra i ministri, e lo stesso presidente del Consiglio ha cambiato posizione più volte. Lui stesso dovrebbe avvertire l'esigenza di venire in Parlamento: insisteremo e si ribadirà la nostra richiesta in qualche passaggio ulteriore...". La possibilità o meno che si ripeta il voto bipartisan di venerdì scorso nelle commissioni (quando la Lega non partecipò ai lavori) dipenderà dunque da quali testi Governo e maggioranza decideranno di mettere in votazione e da cosa Berlusconi, o comunque chi rappresenterà il Governo, dirà in aula.

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