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pubblicato il 17/set/2016 15:34

Da Bratislava a Firenze, lo strappo di Renzi con Berlino e Parigi

La delusione al summit Ue, gelo con Hollande e Merkel

Da Bratislava a Firenze, lo strappo di Renzi con Berlino e Parigi

Firenze (askanews) - "L'Italia non puo essere la foglia di fico dei problemi altrui". Dal Wired Next Fest di Firenze Matteo Renzi ha rincarato la dose su immigrazione e crescita all'indomani dello strappo di Bratislava: il summit dei leader Ue in Slovacchia ha segnato la spaccatura del "direttorio" tra Germania, Francia e Italia, nato appena poche settimane fa a Ventotene. A mostrarlo plasticamente, e volutamente, è stato il premier che ha tenuto la conferenza stampa da solo. "Io non sono soddisfatto delle conclusioni sulla crescita e sull'immigrazione. Quindi non posso fare una conferenza stampa insieme a loro non condividendone le conclusioni", ha spiegato.

Due, dunque, gli argomenti su cui si è aperta la distanza tra l'Italia da una parte e Germania e Francia dall'altra. In primo luogo la questione dei migranti. La bozza di documento finale

presentata ai leader trattava la questione della Turchia ma non faceva riferimenti concreti al

tema dell'Africa. Una scelta inaccettabile per il governo italiano. "O la Ue fa gli accordi con i Paesi africani, o li facciamo da soli. Secondo noi sarebbe molto meglio se fosse l'Europa a intervenire, ma se ritiene che non è una priorità, lo faremo noi".

Netta distanza anche sull'economia. "Dobbiamo avere la consapevolezza che la filosofia

dell'austerity a tutti i costi non ha funzionato: noi abbiamo bisogno di tornare a crescere come Paese ma è l'Europa che deve tornare a crescere", ha detto il premier.

L'Italia comunque, ha assicurato Renzi, "continuerà a rispettare le regole" ma

deve farlo anche la Germania, ha aggiunto il premier con una stoccata alla Merkel sul surplus commerciale "che non deve superare il 6%", limite non rispettato da Berlino.

Per rilanciare l'Ue è suonata la campana dell'ultimo giro ha detto il premier, da Bratislava prima e da Firenze poi. L'appuntamento decisivo è quello di Roma a marzo 2017. "Senza cambiare le politiche su economia e immigrazione, l'Europa rischia molto", ha concluso Renzi.

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