lunedì 20 febbraio | 03:17
pubblicato il 06/lug/2016 09:08

D'Alema: se Renzi perde referendum non diluvio ma buonsenso

"Italicum non rispettoso di sentenza che cancella Porcellum"

D'Alema: se Renzi perde referendum non diluvio ma buonsenso

Roma, 6 lug. (askanews) - "Se vincerà il No e Renzi insisterà nel volersi dimettere, dopo di lui non ci sarà il diluvio, semmai il buonsenso". Lo afferma Massimo D'Alema in un'intervista alla Stampa a proposito dell'esito del referendum costituzionale di ottobre al quale lo stesso premier ha legato la sua permanenza a Palazzo Chigi.

"Se cade questa pasticciata e confusa riforma, il Parlamento non soltanto potrà non essere sciolto - e da questo punto di vista confido nella saggezza del Capo dello Stato - ma io credo che ci saranno anche un governo, se necessario - spiega l'ex presidente del Consiglio -, e una nuova legge elettorale". Comunque, "nessuno chiede le dimissioni di Renzi. Se non Renzi. E in ogni caso a quel punto si potrebbe fare una riforma, condivisa, chiara e rapida". D'Alema pensa "a una riforma che preveda tre articoli. Scritti in italiano, non in politichese. Primo: è ridotto il numero complessivo dei parlamentari. Duecento deputati e cento senatori in meno. Avremmo una riduzione di trecento parlamentari, con il vantaggio che non ci sarebbero 'dopolavoristi', destino che invece attende consiglieri regionali e sindaci secondo quanto previsto dalla riforma". "Articolo secondo: il rapporto fiduciario del governo è solo con la Camera dei deputati - continua -. Dunque, fine del bicameralismo perfetto. Articolo terzo: nel caso in cui il Senato o la Camera apportino delle modifiche ad un testo di legge, tali modifiche vengono esaminate entro un tempo limitato da una apposita commissione, costituita dai parlamentari dei due rami. Se l'intesa non c'è, passa il testo prevalente, che viene sottoposto al voto delle due Camere, con sbarramento ad ulteriori emendamenti. Fine della navetta, del bicameralismo perfetto e delle perdite di tempo. Un meccanismo di questo tipo esiste in altri Parlamenti: per esempio in quello americano. Una riforma approvabile dai due terzi dei parlamentari, che si può fare in sei mesi".

Nel frattempo, conclude D'Alema, "si discute una nuova, seria legge elettorale, che non preveda più la nomina dei parlamentari da parte dei capipartito e non abbia una impostazione rischiosamente iper-maggioritaria. Non ho mai condiviso l'Italicum e non penso che sia pienamente rispettosa della sentenza con cui la Consulta ha cancellato il Porcellum".

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Pd
Pd, ultima trattativa con Emiliano su primarie dopo comunali
Pd
Cuperlo a Renzi: scendi da auto, non fare 'Gioventù bruciata'
Pd
Renzi apre congresso Pd, minoranza accusa: "Sceglie scissione"
Pd
Renzi si dimette da segretario Pd, ora candidature o congresso
Altre sezioni
Salute e Benessere
Ordini Medici: pubblicità sanitaria selvaggia è allarme sociale
Motori
BMW presenta la nuova Serie 5 berlina
Enogastronomia
"Benvenuto Brunello" Guida Rossa Michelin firma piastrella 2016
Turismo
Turismo, Alpitour amplia la rete su Andalusia e Costa del Sol
Energia e Ambiente
Premio ai Vigili del fuoco per i voli su Amatrice e Rigopiano
Moda
Moda New York, la donna bon ton secondo Carolina Herrera
Scienza e Innovazione
SpaceX, rinviato lancio del Falcon-9 dalla piattaforma Nasa 39-A
TechnoFun
Amazon, a tempo di record i lavori per nuovo centro vicino Roma
Sistema Trasporti
Ibar, Usa e Cina ancora al top per i voli dall'Italia