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pubblicato il 18/set/2014 12:00

Cuperlo: nel Pd c'è soltanto richiesta di capire riforma lavoro

"Non ci sono i Flinstones contro gli innovatori"

Cuperlo: nel Pd c'è soltanto richiesta di capire riforma lavoro

Roma, 18 set. (askanews) - "Sarebbe saggio cancellare la caricatura degli innovatori da una parte e dei Flintstones. Se gli innovatori sono la destra che pensa di uscire dalla crisi riducendo i diritti e la dignità di chi lavora, io penso sia giusto stare dall'altra parte. Se invece l'innovazione è mettere al centro l'estensione di quei diritti anche a chi ne è privo si apre non un sentiero ma un'autostrada. In termini di principio e strategie. Qua nessuno vuole arrestare l'azione del governo. Ma vogliamo capire cosa ci sarà scritto nel testo della legge delega sul lavoro e nei decreti attuativi. L'emendamento del governo sul riordino delle forme contrattuali non presenta un punto di caduta certo, una direzione precisa, ma lascia aperta la strada a soluzioni che potrebbero essere tra loro opposte". Lo ha sottolineato Gianni Cuperlo, a proposito della iniziativa del Governo Renzi sulla riforma del mercato del lavoro. "Qua - ha detto Cuperlo- si vuole solo capire se la freccia è nel senso dell'equità o di un'ingiustizia maggiore. Le tre parole chiave per aggredire la recessione italiana (e non solo) sono investimenti, redistribuzione, diritti. L'abolizione della reintegra è un totem? Un tabù? Se davvero fosse solo quello, non si capirebbe la furia che ispira i teorici della sua cancellazione. Il punto è che dietro quella norma c'è banalmente un principio. Non un'ottusa convinzione degna dei libri di storia. Un principio. Togli quel principio e apri la via a un mercato del lavoro diverso, qualitativamente diverso. Dove sarà più facile governare "l'uscita" come spiegano con eleganza quelli che hanno studiato. Ma dove soprattutto si sarà certificato che a prevalere è stato un pensiero disposto a sacrificare una parte della parola 'dignità' nel nome di un'efficienza fasulla e priva di qualunque riscontro. Questo mestiere di solito lo fa la destra". "E' la destra - ha sottolineato ancora Cuperlo- che parla di apartheid. Noialtri dovremmo pensare che la via giusta è quell'altra. Fare ciò che nessuno fa: investimenti pubblici come leva di quelli privati, immaginare i settori dove investire perché saranno quelli che descriveranno il profilo produttivo tra cinque o dieci anni. Picchiare la mano sul tavolo e dire che questa è la sola linea che può salvare l'Europa. Ecco, io credo che nel Pd e in Parlamento sia necessaria una discussione per arrivare ad un testo che abbia il segno dell'equità e metta al centro l'estensione dei diritti a chi non li ha". Così Gianni Cuperlo, deputato del Pd e leader di Sinistradem interviene nel dibattito sulle questioni del lavoro". Roma, 18 settembre 2014

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