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pubblicato il 16/mag/2013 14:46

Cultura: Bray, non ne abbiamo saputo ascoltare il grido d'allarme

Cultura: Bray, non ne abbiamo saputo ascoltare il grido d'allarme

(ASCA) - Torino, 16 mag - ''Non abbiamo saputo ascoltare il grido d'allarme che veniva dal mondo della cultura''. Lo ammette il neoministro dei Beni culturali Massimo Bray, che questa mattina ha inaugurato al Lingotto la 26esima edizione del salone del Libro. Un intervento accorato il suo, ricco di citazioni, ma in cui sostanzialmente, ricordando lo storico William Maitland, secondo cui solo le tracce di una storia cosi' importante come quella italiana permetteranno a questo paese di disegnare un grande futuro, ha ammesso che il filo si e' spezzato e quindi ''vi invito ad aiutarmi a riannodarlo'', ha detto concludendo il suo intervento.

''La cultura - ha detto il ministro - deve essere il motore del cambiamento, ma soprattutto l'elemento fondante della necessita' di ricostruire il nostro paese''. ''In questa prospettiva - ha aggiunto - credo che il libro sia uno dei piu' importanti beni comuni che abbiamo, che vada tutelato, valorizzato e difeso''. Bray ha voluto sgombrare il campo da una possibile contrapposizione tra editoria di carta ed editoria digitale: ''bisogna cogliere le potenzialita' di entrambi'', ha detto.

Il ministro ha poi ammesso che la politica, di cui si e' assunto la responsabilita' malgrado stia muovendo i suoi primi passi nel governo, e' stata sorda nei confronti della cultura.''Cio' che non abbiamo saputo fare in questi anni rispetto alla cultura - ha detto - e' stato quello di ascoltare. Avremmo dovuto ascoltare il grido d'allarme da tutti coloro che lavorano nel mondo del cinema e nel mondo dell'editoria - ha detto il ministro - , un grido di dolore spesso, - ha proseguito - perche' la produzione e' di altissima qualita' . Ma noi non abbiamo saputo dare risposte''. La situazione del ministero, ha osservato il ministro, ''e' priva di risorse''. ''Ho molto apprezzato - ha detto Bray - il presidente Letta che ha detto che non ci saranno piu' tagli sulla cultura. Ci sarebbe voluto solo quello mi veniva da dire. Abbiamo risorse bassissime - ha precisato - per esempio per affrontare un'emergenza del nostro straordinario patrimonio artistico, ma anche abbiamo pochi soldi per aiutare i piccoli editori, per aiutare le nuove generazioni ad avvicinarsi al libro''. ''Tutto questo deve cambiare. E' il mio impegno lo faro' con passione. Vi invito ad aiutarmi a ritrovare le connessioni e credo questa speranza creera' un paese migliore'', ha concluso.

eg/sam/

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