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pubblicato il 15/set/2014 18:08

Csm-Consulta: incognite e auspici per ok su Corte, M5S disertano Aula

+++Problematica la conclusione dell'elezione dei membri laici dell'organo di autogoverno della magistratura. In pole position Casellati, dubbi su Vitali, divisioni su Balduzzi+++.

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(ASCA) - Roma, 15 set 2014 - Si intravvedono non solo incognite ma anche sprazzi di buoni auspici per quanto riguarda la soluzione del 'nodo' Corte costituzionale, ovvero le chance di successo delle candidature di Luciano Violante in quota Pd e Donato Bruno per Fi alla Consulta. In un intensissimo scambio di voci, pareri e indiscrezioni che si intrecciano nei corridoi di Montecitorio e oltre, pare che il tandem proposto, e su cui Forza Italia avrebbe fatto quadrato proprio per sottolineare che se eventuali problemi esistono, questi vanno ricercati in casa democratica, alla fine ce la potrebbe fare. Il Pd scommette ufficialmente che non ci siano ostacoli per il proprio candidato, ma come al solito le voci contrastanti non mancano.E in alcuni casi si tratta di voci anche molto forti, che lasciano il fiato sospeso.

Diversa la situazione sul fronte del Csm, dove le divisioni ancora sussistono con forza e dove si evidenzia il grande ''vulnus'' causato dalla mancanza dei parlamentari del M5S, che in grande numero non partecipano alle votazioni.

Nella ''spartizione'' dei 5 posti rimanenti per l'organismo di autogoverno della magistratura questa assenza potrebbe tra l'altro far venire meno la presenza di un rappresentante di una forza importante dell'opposizione nell'organismo.

Anche la Lega Nord nicchia e appare e scompare nel voto, ma alla fine per quanto riguarda il Csm appare assicurato l'appoggio del Carroccio alla rappresentante Fi, Elisabetta Casellati, che molto si e' spesa nell'appoggiare l'ex capogruppo Ln al Senato, Massimo Bitonci per la sua elezione a sindaco di Padova. Diversa la posizione di Luigi Vitali che non godrebbe dello stesso gradimento, anzi tutt'altro, dalla Lega Nord, oltre ad essere sonoramente ''bocciato'' dal M5S che definisce in una nota la sua candidatura come ''imbarazzante''. La non partecipazione al voto da parte del M5S porterebbe pero' un effetto non indifferente sul fronte del quorum necessario per l'elezione, perche' nel caso del Consiglio la maggioranza richiesta dei tre quinti riguarda i votanti, non gli aventi il diritto.

In questo puzzle da 10 mila pezzi, cioe' molto complesso, da segnalare anche le diatribe nell'area centrista, dove la componente Per l'Italia appare in contrasto nell'appoggio di Renato Balduzzi di Scelta civica.

njb

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