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pubblicato il 09/set/2014 19:43

Csm-Consulta, Boldrini e Grasso minacciano voto a oltranza

Ma in Parlamento si tratta, per ora senza risultato Di Simona Ciaramitaro Roma, 9 set. (askanews) - I presidenti di Camera e Senato prendono posizione: se non si arriva a un accordo sull'elezione dei giudici della Corte costituzionale di nomina parlamentare e i membri laici del Csm si votera' a oltranza. Laura Boldrini e Pietro Grasso, alla vigilia della seduta comune del Parlamento, mostrano di avere recepito l'esortazione del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che aveva definito "non ulteriormente differibile" il voto su Csm e Consulta, dopo il mancato rispetto delle scadenze.

Per tutta la giornata si sono moltiplicati i contatti tra le forze politiche per trovare un accordo che, al momento, vedrebbe ancora sul tavolo i nomi circolati in questi giorni. Per la consulta si parla di Luciano Violante, candidato del Pd, e Antonio Catricala', uomo gradito a Forza Italia, anche se per il partito di Silvio Berlusconi non sembra ancora essere del tutto tramontata l'ipotesi di forzare la mano su Nicolo' Ghedini.

Per quanto riguarda la vicepresidenza del Csm, il nome rimane quello del democratico Massimo Brutti. Particolarmente gradito pero' al presidente del Consiglio, Matteo Renzi (che proprio questa mattina ha incontrato i capigruppo del Pd, Luigi Zanda e Roberto Speranza) e al ministro Maria Elena Boschi e' Giuseppe Fanfani, attuale sindaco di Arezzo. In ogni caso, il si' di Forza Italia al candidato del Pd sarebbe subordinato all'elezione a membro laico del Consiglio superiore della magistratura della senatrice azzurra Elisabetta Casellati. Sul fronte M5S, tornato a chiedere che i partiti annuncino apertamente i nomi dei propri candidati, il candidato e' Alessio Zaccaria.

Nel campo della maggioranza, i nomi circolati per l'elezione dei membri laici sono, per il Pd, quelli di Ferruccio Auletta, Cinzia Capano, Luca Petrucci e Ilaria Pagni, mentre per il Nuovo centrodestra il candidato e' Antonio Leone.

La partita in gioco assume particolare peso vista l'imminente nomina dei capi di alcune procure politicamente 'delicate' da parte del plenum del Csm e il ritmo delle trattative e' serrato in queste ore. I tempi per trovare un accordo si stanno ormai esaurendo, se si vogliono evitare i minacciati voti a oltranza.

Smentita nel corso della giornata di oggi l'ipotesi di un rinvio del solo voto sui membri della Consulta. Una voce circolata alla luce della scadenza dei loro mandati per il presidente della Corte Costituzionale, Giuseppe Tesauro, e il giudice Sabino Cassese. Proprio Tesauro ha incontrato questo pomeriggio a Montecitorio la presidente della Camera.

Domattina alle 9 avra' inizio la seduta comune di Camera e Senato e il Pd ha sollecitato con un sms i suoi parlamentari a non mancare per alcun motivo all'appuntamento. Si punta a chiudere in giornata, anche se dai democratici c'e' la piena coscienza che il quorum del 3/5 dei soli votanti rimane comunque alto.

Sgr

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