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pubblicato il 20/mag/2013 13:30

Croazia: Zanonato, con ingresso Ue piu' fondi europei, fino a 700 mln

(ASCA) - Venezia, 20 mag - ''L'Italia e' un partner politico privilegiato della Croazia, che diventera', dal 1* luglio 2013, membro dell'Unione Europea. L'adesione della Croazia all'UE rappresenta un'importante opportunita' economica anche per le imprese italiane in quanto portera' in dotazione alla Croazia l'accesso ai fondi europei. Si passera' da 80 milioni di euro di fondi di pre-adesione ai Fondi strutturali. Per la seconda meta' del 2013 tra Fondi Strutturali, Fondi di adesione e Fondi agricoli saranno disponibili circa 700 milioni di euro legati alla realizzazione effettiva di progetti da parte della Croazia''. Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato, intervenendo ad un convegno a Venezia sui rapporti tra l'Italia e la Croazia.

''In base al Quadro Finanziario Pluriennale per il periodo 2014-2020, saranno messi a disposizione della Croazia oltre 1 miliardo di euro l'anno nel periodo di riferimento'' ha precisato Zanonato, sottolineando che ''le relazioni politiche bilaterali sono eccellenti e si riflettono anche sul piano economico- commerciale: a partire dal 2000, l'Italia rappresenta il principale partner commerciale della Croazia, il suo primo fornitore ed anche il suo maggior cliente''. Oltre 140 imprese italiane fanno parte del Comitato Consultivo dell'Imprenditoria Italiana in Croazia, organo di raccordo tra le istituzioni italiane in Croazia e il mondo imprenditoriale. Sono altresi' presenti in Croazia 246 aziende italiane, con 12.247 persone impiegate di persone e un fatturato pari a 1,5 miliardi di euro. I dati riferiti al decennio 2003-2012 evidenziano che il valore dell'interscambio italo-croato e' rimasto pressoche' invariato, passando da 3,23 mld di euro del 2003 a 3,25 miliardi di euro del 2012. In tale periodo le esportazioni italiane si sono lievemente ridotte, passando da 2,1 mld di euro del 2003 a 1,98 mld di euro del 2012, mentre le nostre importazioni sono aumentate del +15,4%, passando da 1,10 mld di euro del 2003 a1,27 mld di euro del 2012. Dal punto di vista regionale oltre il 24% dell'export italiano in Croazia proviene dal Veneto, seguono la Lombardia e la Sicilia (con valori che si attestano, rispettivamente, al 21% ed al 15%).

Il Veneto risulta essere anche la regione piu' attiva per quel che riguarda le importazioni italiane dalla Croazia, assorbendo poco meno del 40% dell'import complessivo, seguito dal Friuli Venezia Giulia. Zanonato ha osservato che ''olte aziende italiane trovano conveniente produrre in Croazia, in virtu' di molteplici fattori, oltre a quello del prossimo ingresso nell'Unione Europea: la favorevole collocazione geografica e la posizione strategica al centro delle reti trans europee di trasporto (corridoi V e X), una serie di accordi di libero scambio (non solo con i paesi dell'UE e quelli della Regione balcanica, ma anche con i Paesi EFTA, la Turchia e la Repubblica Moldava), ottimi collegamenti della rete stradale ed autostradale, e un patrimonio umano con ottime competenze tecnico-scientifiche (ingegneri, medici, chimici, ecc.) che vanta anche padronanza linguistica'' Vi sono quindi condizioni particolarmente favorevoli per le aziende italiane orientate ad effettuare investimenti produttivi in Croazia. ''Il Ministero che oggi dirigo ha adottato diverse misure per sostenere l'internazionalizzazione delle PMI italiane anche verso la Croazia. Nel passato, grazie a Leggi ad hoc dedicate ai Paesi dell'Europa Centro-Orientale, sono stati approvati diversi progetti di assistenza tecnica e formazione: tali progetti concernono i settori ortofrutta, turismo ed agro-ittico, nonche' dei servizi alle imprese'', ha proseguito Zanonato.

''Si tratta ora di calibrare meglio gli interventi nazionali con l'appartenenza all'Unione Europea. Grazie all'ingresso della Croazia l'Europa si estende sul fianco sud-orientale, che per l'Italia rappresenta una regione di interesse vitale.

Il mio auspicio e' di vedere i nostri due Paesi sempre piu' in sintonia su diversi dossier comunitari: cito, ad esempio, l'Iniziativa Adriatico-Ionica; la realizzazione dei Corridoi intermodali; la valorizzazione dell'ambiente ; la collaborazione nel settore energetico; il rilancio della politica industriale europea, con particolare riguardo alle PMI; l'allargamento dell'UE gli altri Paesi dei Balcani ; la Politica di Vicinato con la sponda sud del Mediterraneo''.

fdm/res

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