martedì 17 gennaio | 18:51
pubblicato il 28/gen/2013 17:35

Cristiani: Bagnasco, sgomento per persecuzione. 100 mila uccisi nel 2012

Cristiani: Bagnasco, sgomento per persecuzione. 100 mila uccisi nel 2012

(ASCA) - Roma, 28 gen - ''I fronti di crisi che piu' ci sgomentano, all'inizio di questo anno che ancora una volta il Papa ha voluto inaugurare nel segno della Pace, sono le situazioni di persecuzione in cui si trovano i cristiani, situazioni che in buona parte coincidono con i conflitti aperti in diverse nazioni, ma in parte si sviluppano anche la' dove apparentemente non dovrebbero esserci motivi di tensione''. Lo ha detto il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco nella prolusione di apertura dei lavori del Consiglio Episcopale Permanente.

''Oltre ai luoghi ormai noti, - ha aggiunto il card.

Bagnasco - emergono in Asia nazionalismi razziali che suscitano periodicamente furori intolleranti sotto gli occhi distratti dell'Occidente, che proclama si' i diritti umani ma poi sembra volerli applicare ed esigere con pesi e misure diverse''. Per il presidente dei vescovi italiani e' necessario inoltre ''aggiungere le frontiere incresciose dell'Africa: Nigeria, Kenya, Repubblica Democratica del Congo, Mali, in cui le ragioni degli attacchi si mescolano e i motivi pubblici delle violenze sembrano voler identificare il cristianesimo con il mondo occidentale''.

''Gli esperti parlano complessivamente di oltre centomila cristiani delle varie confessioni uccisi nel 2012'', ha denunciato il porporato.

Una ''cifra'' che il presidente dei vescovi italiani ritiene ''spaventosa'' e che ''non puo' lasciar indifferente nessuno - singoli e istituzioni - tanto meno in nome di interessi economici e politici. Quanti soffrono e muoiono per Cristo lo fanno anche per noi, e noi li sentiamo nostri fratelli nonostante qualsiasi distanza''. ''Se le nostre parrocchie tenessero viva, anzi alimentassero, una sistematica memoria dei fratelli che nel mondo sono perseguitati, - ha proseguito il cardinale - anche la locale vitalita' della fede ne sarebbe rimotivata. Chi infatti, se non costoro, possono darci ragioni e convinzioni di slancio autentico?''.

''Non abbandoniamo mai - ha ribadito il card. Bagnasco - la preoccupazione per il problema della fame nel mondo e l'impegno per gli aiuti da prestare alle varie regioni. La crisi alimentare, a giudizio del Papa, e' 'ben piu' grave di quella finanziaria'''. ''Ci sono le istituzioni preposte, - ha aggiunto il card.

Bagnasco - ma c'e' innanzitutto la solidarieta' che mai deve venir meno, a livello pratico e anche a livello culturale.

Benedetto XVI ha di recente voluto valorizzare la formula cooperativistica quale strumento efficace per combattere strutturalmente la fame. Dare impulso al lavoro autoctono e specialmente agricolo e' 'un modo per consentire agli agricoltori e alle popolazioni rurali di intervenire nei momenti decisionali e insieme uno strumento efficace per realizzare quello sviluppo integrale di cui la persona e' fondamento e fine'''.

dab/gc

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