martedì 24 gennaio | 02:12
pubblicato il 02/nov/2011 22:35

Crisi/Napolitano blocca decreto e osserva movimenti maggioranza

Le opposizioni al Colle: Disponibili solo se Berlusconi lascia

Crisi/Napolitano blocca decreto e osserva movimenti maggioranza

Roma, 2 nov. (askanews) - Il G20 inizia domani, ma Giorgio Napolitano ancora non può tirare un sospiro di sollievo. Il bilancio della giornata è tutt'altro che positivo, il Governo ancora non ha partorito le misure che dovrebbero rassicurare Europa e mercati, anche perché il decreto che era stato messo a punto è stato bloccato pure per le obiezioni di Napolitano; le opposizioni si dicono disponibili ad un 'governo di transizione', ma mettono anche dei paletti precisi: no ad un semplice cambio di premier, serve "discontinuità". Insomma, il puzzle per il capo dello Stato è ancora tutto da comporre. Il presidente oggi ha visto le opposizioni, Pd e 'terzo polo' con l'eccezione di Idv; ha incontrato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e infine ha dovuto rinviare a domattina il colloquio con il segretario Pdl Angelino Alfano. Il colloquio più delicato, secondo quanto viene riferito, pare sia stato quello con Tremonti: il ministro, infatti, avrebbe illustrato al Quirinale la bozza di decreto messa a punto dal Governo. Bozza che aveva lasciato perplesso lo stesso Tremonti e che ha resoancora più perplesso Napolitano: il decreto da esibire al G20 come prova della buona volontà italiana conteneva tante misure che "non c'entravano niente con la manovra", riferisce una fonte che ha avuto modo di parlare con il Colle. Il Quirinale, ovviamente, non si pronuncia sul punto, ma pare certo che il presidente abbia invitato il Governo alla massima ponderazione delle misure da inserire nel provvedimento. Di sicuro, viene fatto notare, norme come quelle sui 'licenziamenti facili' vanno affrontate con "condivisione" e non per decreto. E qualcuno parla anche di altre norme, misure che, come accaduto in passato, sarebbero state inserite solo per usare la corsia preferenziale del decreto. Fatto sta che Napolitano avrebbe ricordato al Governo con fermezza che il decreto, secondo quanto prescrive la Costituzione, deve rispettare i requisiti di "necessità e urgenza", e dunque tutte le misure contenute nel provvedimento sarebbero state esaminate da questo punto di vista. Il problema è che anche Tremonti aveva dubbi sul provvedimento, e questo ha confermato uno dei timori del presidente: il rischio di avere un Governo non in grado di mantenere gli impegni presi. Già nella nota diffusa mercoledì il Colle aveva ricordato le promesse di Berlusconi: è "improrogabile" attuare le misure annunciate nella lettera all'Ue, aveva scritto Napolitano, e "il presidente del Consiglio gli ha confermato il proprio intendimento di procedere in tal senso". Spetta al Governo, sottolineano al Quirinale, dimostrare di essere in grado di attuare questi impegni. (segue)

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