domenica 26 febbraio | 11:06
pubblicato il 15/mag/2012 21:53

##Crisi/Monti da Barroso, Grecia complica piani: Ma niente drammi

Silenzio dopo incontro, ma ottimismo. Si spera in Hollande-Merkel

##Crisi/Monti da Barroso, Grecia complica piani: Ma niente drammi

Roma, 15 mag. (askanews) - La parola d'ordine è "non drammatizzare", perchè che la situazione fosse "complicata" nessuno se lo era nascosto. E allora non bisogna drammatizzare la risalita dello spread, dovuto a cause "esogene" a iniziare dalla crisi greca fino alla battuta d'arresto della Cdu di Angela Merkel; o i dati dell'Istat sul Pil, già messi in conto; mentre non si commenta il declassamento delle banche italiane da parte di Moody's. L'ennesima giornata di passione viene ridimensionata così a palazzo Chigi, dove Mario Monti è rientrato nel pomeriggio al termine di una due giorni a Bruxelles che non ha dato risultati visibili ma che ha fatto registrare "passi avanti" sui temi considerati decisivi dall'Italia in vista del Consiglio Ue informale del 23: una 'soluzione europea' per i debiti della pubblica amministrazione, un trattamento diverso per le spese per investimenti "genuini", quelli considerati necessari anche per aumentare il potenziale di crescita. L'incontro con il presidente della Commissione Josè Barroso si conclude però senza conferenza stampa e senza comunicato congiunto finale (pure atteso). Segnale poco rassicurante, per il successo delle proposte italiane, ma che non scalfisce l'ottimismo dello staff del Professore: "Bisognerà aspettare ancora un po' prima di trovare lo spazio necessario per le misure a favore della crescita e prima di vedere cosa riusciremo a portare a casa". Certo non aiuta il precipitare della situazione politica in Grecia, che complica drammaticamente il quadro europeo e che terrà presumibilmente in stand by fino al nuovo voto ogni decisione comunitaria. Tuttavia, a palazzo Chigi ripongono speranze nell'esito dell'incontro di questa sera tra Francois Hollande e Angela Merkel, e mantengono l'ottimismo su un percorso europeo che "sapevamo difficile". Il problema è che i partiti, sempre più in fibrillazione, chiedono risposte urgenti, e più forti di quelle che finora la Ue sembra disposta a concedere. Ma Monti non cambia strategia, insiste sulla linea fin qui seguita, e alla maggioranza dal governo si continua a chiedere senso di responsabilità e appoggio. Con la speranza che i ballottaggi chiudano un periodo di stress che ormai si prolunga da un mese. Un primo segnale di distensione potrebbe arrivare già domani, con l'incontro tra il premier e lo stato maggiore del Pdl guidato da Silvio Berlusconi. Dal governo osservano che quella di domani era l'unica data utile prima della trasferta americana di Monti, impegnato al G8 e al vertice Nato, ma forse cade nel momento giusto.

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