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pubblicato il 18/lug/2011 21:43

Crisi/ Rimpasto slitta, Napolitano chiede attenzione a mercati

Berlusconi presenta solo rosa di nomi. Si confida in opposizioni

Crisi/ Rimpasto slitta, Napolitano chiede attenzione a mercati

Roma, 18 lug. (askanews) - Il rimpasto finisce per slittare, Silvio Berlusconi sarebbe salito al Quirinale solo con una rosa di nomi, e non con una proposta definita, e comunque la cosa non deve aver provocato troppo dispiacere a Giorgio Napolitano, concentrato in questo momento sulla situazione economica e sulla reazione dei mercati alla manovra. Del resto, già quando la scorsa settimana erano usciti alcuni articoli di giornale sul possibile mini-rimpasto di Governo, dal Quirinale si rispondeva che non risultava nulla in agenda. E nelle uscite degli ultimi giorni l'unica volta che Napolitano aveva parlato della questione era per bollare come "irresponsabile" qualsiasi toto-ministri in un momento come questo. Il capo dello Stato non perde di vista le reazioni dei mercati alla manovra italiana ed attende di vedere cosa accadrà al Consiglio europeo di giovedì. La tempesta non è superata, Napolitano ha già nei giorni scorsi ammonito che serviranno nuove prove di coesione, ovviamente nel rispetto dei ruoli di opposizione e Governo, e certo non ritiene prioritario in questo momento sostituire un ministro della Giustizia che, viene fatto notare, non al momento dimissionario. Del resto, lo stesso Berlusconi avrebbe fatto girare una dozzina di nomi, durante il colloquio, compresi quelli dei ministri Frattini, Gelmini e Brunetta, il sottosegretario Nitto Palma, il 'tecnico' Nordio e i parlamentari Lupi, Bruno e La Loggia. Tante ipotesi, troppe sottolineano al Quirinale, visto che la Costituzione prevede che il presidente del Consiglio proponga al capo dello Stato 'il' nome del ministro. Insomma, stando ai racconti, anche Berlusconi non è parso così determinato sulla sostituzione di Alfano e, comunque, il Quirinale è pronto ad affrontare il tema rimpasto non appena il premier avrà definito le sue proposte. Ma l'incontro sarebbe stato 'interlocutorio' anche sul tema economica. Dopo i ringraziamenti di Berlusconi per il ruolo svolto sulla manovra, Napolitano avrebbe soprattutto insistito sulla necessità di riforme strutturali capaci di rilanciare l'economia, oltre che di misure per tenere i conti a posto; anzi, i due temi sono strettamente legati, perché una ripresa economica faciliterebbe l'operazione di risanamento. Sono queste, innanzitutto, le "ulteriori prove di coseione" che per il capo dello Stato saranno necessarie: questo per Napolitano non significa entrare nella dialettica politica, ognuno svolgerà chiaramente il proprio ruolo, ma auspicabilmente avendo in mente le esigenze del Paese. Un invito al Governo, ma anche all'opposizione, a cercare una linea di concertazione su queste grandi scelte. Certo, il Pd e Idv hanno mostrato una certa insofferenza alla politica della 'coesione', ma il capo dello Stato pare convinto che in caso di ulteriori 'strette' tutti mostreranno la stessa responsabilità fin qui mostrata, sempre ferma restando la distinzione dei ruoli. Anche perché, a seconda della reazione dei mercati, le 'strette' potrebbe essere necessario imporle già a breve.

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