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pubblicato il 26/apr/2012 21:14

Crisi/ Partiti spingono per crescita, Monti studia misure

Da vecchi fondi strutturali a spending review e credito banche

Crisi/ Partiti spingono per crescita, Monti studia misure

Roma, 26 apr. (askanews) - Nessuna "scorciatoia keinesiana" per la crescita in deficit spending, ma in attesa del Consiglio Europeo di fine giugno che potrebbe portare novità sui project bond e sull'allentamento del rigore sulla spesa per investimenti, Mario Monti continua a lavorare sugli strumenti di politica interna che potrebbero dare un po' di respiro allo sviluppo. E rispondere anche al pressing insistente dei partiti per un impegno maggiore sulla crescita, oggi concretizzatosi nella risoluzione sul Def che chiede di destinare alla crescita, "Priorità dell'azione di governo", le risorse eccedenti rispetto all'obiettivo di pareggio di bilancio nel 2013. Ma per ora nessun provvedimento complessivo, nessun pacchetto sulla falsa riga del 'Salva Italia' o del 'Cresci Italia', ma una serie di interventi che sommati, è la speranza nel governo, possano dare qualche segnale in direzione della crescita. Che possa far risalire la fiducia dei cittadini, anche nello stesso governo, al momento in caduta libera come certificato dal sondaggio Ipr. E che possa tranquillizzare i mercati, la cui volatilità sui titoli pubblici - ragiona un componente dell'esecutivo - sconta proprio la mancanza di iniziative, in prime luogo europee, a favore della crescita. In attesa dei provvedimenti promessi da Corrado Passera (accordo con le banche per il pagamento dei debiti della Pa nei confronti delle imprese; attivazione di project financing per diverse decine di miliardi; sostegno alle start up), continua il lavoro di riprogrammazione di vecchi fondi strutturali che da mesi porta avanti il ministro Fabrizio Barca: un'altra iniezione di liquidità su infrastrutture e progetti 'realizzabili' potrebbe arrivare già al Consiglio dei Ministri di lunedì, ma nel governo non si esclude che a maggio possa arrivare una 'tranche' più consistente di fondi reperiti abbandonando progetti mai realizzati e concentrandoli su iniziative che invece possono andare rapidamente in porto. C'è poi la partita spending review, con il ministro Piero Giarda che oggi ha illustrato il suo rapporto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un'operazione che in primo luogo dovrà garantire i risparmi necessari per centrare gli obiettivi di finanza pubblica, e che potrebbe però anche evitare l'aumento di due punti percentuali delle aliquote Iva del 10 e del 21% previsto per ottobre. Ma per riuscirci bisognerà dimostrare che i risparmi sono strutturali. L'aumento dell'Iva, ricorda infatti un membro del governo, fu messo come clausola di salvaguardia 'contabile' per alcuni dubbi Ue sulla manovra di agosto. Per non farla scattare, bisogna dimostrare a Bruxelles che i risparmi varranno anche per gli anni a venire. O almeno una parte di essi, magari sommandoli al gettito della lotta all'evasione, per quella parte che la Ue considera strutturale. Un'altra partita si gioca infine in Europa: al Tesoro continuano a lavorare sulla nuova direttiva Ue sulle banche. L'obiettivo italiano è quello di ridurre il coefficiente patrimoniale, in modo da allargare le maglie per l'erogazione del credito.

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