martedì 21 febbraio | 17:33
pubblicato il 31/mag/2012 13:25

Crisi/ Monti: Sistema debole dà spread alto e rischi contagio

No a cambi mandato della Bce o ripercussioni su sua credibilità

Crisi/ Monti: Sistema debole dà spread alto e rischi contagio

Roma, 31 mag. (askanews) - Doveva essere incentrata sul ricordo di Tommaso Padoa-Schioppa la lecture in videoconferenza del presidente del Consiglio, Mario Monti, alla seconda edizione della sessione dedicata all'economista italiano scomparso nel 2010 del Business Economic Forum di Bruxelles, invece è diventata una lezione di economia di alto livello, necessaria, nell'ennesimo giorno di altalena dello spread Btp-Bund e dei mercati azionari di mezza europa (oggi positivi), per fare il punto sulla situazione economica dell'Unione, per invitare la Germania a una "rapida e profonda riflessione" sui rischi di contagio dele crisi finaiziarie e per dire "no" a cambi di ruolo e mandato della Bce. Soprattutto, però, Monti ha lanciato una appello forte: "lo spread calerà soltanto se l'Ue farà scelte credibili". Ora è alto, ha detto, "a causa di una generale debolezza del sistema più che dei singoli stati". Il tutto, però, è partito dai rapporti di collaborazione tra il premier italiano e l'ex ministro del governo Prodi, durati oltre 40 anni, visto che i due frequentarono insieme la Bocconi. E quale modo migliore per ricordare un amico se non portarne avanti l'opera e la visione? Ecco allora che Monti ha rimarcato il suo "convinto europeismo", ricordato alla platea che il suo "non aver mai usato la commissione europea come paravento o scusa" per scelte anche impopolari e orientate al rigore e per dire che "la Banca Centrale non deve cambiare il suo mandato", pena anche una "perdita di credibilità". Del resto, ha ragionato il premier, dicendosi in questo "forse troppo tedesco", la Banca Centrale Europea "in pochi anni ha ottenuto un'eccellente reputazione in condizioni molto difficili e, anche con l'attuale mandato, è stata in grado di decidere modalità di intervento efficaci". Se la Bce avesse un altro ruolo, è stato il ragionamento, i governi potrebbero tendere a usarla come scusa per non pagare prezzi politici di loro scelte. Inoltre, un cambio d'indirizzi "avrebbe effetti controproducenti sulla stessa credibilità" dell'istituzione finanziaria. Secondo Monti, quindi, sarebbe meglio preoccuparsi della necessità di "salvaguardare l'integrità dell'area Euro", perchè la stabilità finanziaria "può essere messa a rischio dall'evaporazione della valuta".

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