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pubblicato il 04/lug/2012 18:20

Crisi/ Monti: Non ci servono aiuti, in 2012 disavanzo al 2%

Per stabilità non chiediano Efsf, teniamo sotto controllo conti

Crisi/ Monti: Non ci servono aiuti, in 2012 disavanzo al 2%

Roma, 4 lug. (askanews) - Il Premier Mario Monti conferma che l'Italia non ha intenzione di chiedere l'intervento del fondo salva-Stati, anche perchè "quest'anno avremo un disavanzo di circa il 2% che è la metà della media UE e l'anno prossimo l'Italia avrà un avanzo in termini strutturali". Nella conferenza stampa al termine del bilaterale con Angela Merkel, Monti ha rivendicato quanto fatto fin qui "con l'impegno di tutti gli italiani e del Parlamento", spiegando: "C'è soprattutto un modo in cui l'Italia si sta sforzando di contribuire alla stabilità dei mercati, e cioè mettere sotto controllo il suo disavanzo. Tanto che quest'anno avremo un disavanzo di circa il 2% che è la metà della media UE e l'anno prossimo l'Italia avrà un avanzo in termini strutturali". E dunque "ecco perchè l'Italia non presenta domanda di essere sostenuta: perchè l'Italia non ha bisogno di sostegno per far fronte al finanziamento del suo disavanzo". Tuttavia "l'Italia ha come risultato di decenni di politiche non rigorose in un passato lontano, una grande quantità di debito publico: l'andamento dei titoli risente della valutazione del mercato delle politiche economiche italiane, e ci sforziamo perchè siano sempre migliori, ma anche dell'apprezzamento positivo o negativo che il mercato dà della stabilità complessiva della zona euro. Ecco perchè pensiamo sia di interesse per la stessa zona euro e la discussione procede sui modi in cui farlo, avere una capacità di intervento non per finanziare il disavanzo degli Stati, perchè vorremmo valesse solo per chi è in linea con le regole, come l'Italia, ma per evitare che livelli molto alti dello spread scoraggino questi Paesi dal perseguire in modo risoluto le politiche economiche che hanno intrapreso". "Fortunatamente - ha concluso Monti - con l'impegno di tutti gli italiani e del Parlamento, non ci troviamo nelle condizioni in cui si trovavano Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia".

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