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pubblicato il 12/giu/2012 22:34

Crisi/ Monti convoca d'urgenza 'ABC':Ma non ricorreremo a aiuti

Grilli: Situazione difficilissima. Spending review più dura

Crisi/ Monti convoca d'urgenza 'ABC':Ma non ricorreremo a aiuti

Roma, 12 giu. (askanews) - Lo spread che risale, i tassi di interesse oltre il livello di guardia, l'Europa che non risponde con la velocità necessaria. E la preoccupazione di Mario Monti per una situazione "difficilissima", per usare le parole di Vittorio Grilli, si concretizza in una convocazione a sorpresa dei segretari della maggioranza. Un formato, quello dell'incontro a quattro, che era finito nel cassetto dal 17 aprile scorso, quando in un vertice di 6 ore era stato raggiunto un accordo su riforma del mercato del lavoro, crescita, giustizia. Da quasi due mesi però, stanti le resistenze soprattutto di Angelino Alfano, Monti aveva rinunciato a discutere contemporaneamente con il segretario del Pdl, il leader del Pd Pierluigi Bersani e quello dell'Udc Pier Ferdinando Casini. Proprio dalla convocazione di 'ABC' emerge dunque concretamente la drammaticità della situazione. Peraltro una convocazione immediata, arrivata alle segreterie dopo le 18, e alla quale non si poteva dire di no, nonostante Alfano avesse pubblicamente dichiarato che non avrebbe più preso parte a simili vertice. Ma la situazione è tale da richiedere il vertice d'urgenza, preceduto da un colloquio con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Da giorni, osservano dal governo, sui quotidiani finanziari internazionali il mantra è che il prossimo Stato a cadere sotto i colpi della speculazione sarà l'Italia, ormai priva di 'Stati cuscinetto' visto che l'attacco è ormai arrivato a Madrid. E visto che anche ministri della Ue, come l'austriaca Fekter, arrivano a dire che l'Italia dovrà ricorre agli aiuti Ue. Ipotesi negata con forza da Monti, in un'intervista alla radio tedesca Ard: "L'Italia, anche in futuro, non avrà bisogno dell'aiuto del fondo di sostegno della zona euro". Con il premier che risponde piccato all'ingerenza austriaca: "Dichiarazioni inappropriate". Parole che si aggiungono al durissimo attacco di Corrado Passera alla Ue: "C'è da indignarsi per il comportamento dell'Europa che ha aspettato ed è intervenuta solo poco prima del dramma". Concetto espresso in modo più soft anche dal premier: " L'Unione Europea "sta dimostrando la capacità di attrezzarsi per gestire le crisi", anche se "non sempre con la velocità che vorremmo la caratterizzasse". Ma che il quadro sia complicato lo testimoniano le parole del vice di Monti all'Economia: "La situazione permane difficilissima in Europa e, quindi, anche nel nostro Paese", avverte Grilli. Tanto che da giorni circola con insistenza la voce della necessità di una manovra 'mascherata', attraverso un inasprimento della spending review che potrebbe arrivare ad una decina di miliardi. Una sorta di anticipo di Finanziaria, visto che si interverrebbe anche sui capitoli di bilancio. E con un possibile intervento anche sugli statali con alcuni prepensionamenti dei dirigenti. Ancora nulla di deciso, neanche nella riunione di oggi a palazzo Chigi del comitato interministeriale, ma nelle stanze del governo l'ipotesi di tagliare servizi ai cittadini si aggiunge all'intenzione di aggredire la spesa per acquisto di beni e servizi. Una situazione che richiede dunque, spiega un fonte del governo, la massima coesione nella 'strana maggioranza' che sostiene il governo. Il contrario delle polemiche attuali su Rai, giustizia, esodati. Un clima che potrebbe concretizzarsi in un atto parlamentare a sostegno della linea del governo in Europa, in vista del decisivo Consiglio Ue del 28 giugno. Tutti temi discussi nel vertice di palazzo Chigi. Perchè la linea di Monti non cambia: la soluzione passa per l'Europa, sia in termini di stabilità finanziaria che in termini di rilancio della crescita. Per questo oggi ha assicurato che "continueremo a lavorare per garantire la stabilità dell'Eurozona con tutti gli strumenti a disposizione". Spiegando però che insieme alla disciplina di bilancio "occorre anche che rafforzi il suo impegno per le politiche della crescita, che non deve essere a scapito della disciplina del bilancio pubblico. E d'altra parte - ha sottolineato Monti - la disciplina non può essere sostenuta nel lungo periodo se non è accompagnata da una crescita adeguata". E quindi "abbiamo convenuto di rafforzare la governance economica europea in modo che sappia generare strumenti per la crescita non antitetici ma coerenti con la disciplina di bilancio".

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