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pubblicato il 19/lug/2012 21:39

Crisi/ Monti conferma: No manovra, ma c'è decreto pronto

Stallo su anti-spread, e su riforme rischio doppia maggioranza

Crisi/ Monti conferma: No manovra, ma c'è decreto pronto

Roma, 19 lug. (askanews) - Il rischio di tensioni sui mercati, il rischio di tensioni tra i partiti. E' sempre tra questi due fronti che si muove Mario Monti, da un lato preoccupato di recrudescenze della speculazione in agosto, dall'altro vigile sui possibili contraccolpi che dal confronto interno alla 'strana maggioranza' in materia di riforme e legge elettorale potrebbero derivare sul governo. Tanto più che, almeno per ora, la possibilità che possa arrivare dall'Europa un sollievo allo spread italiano è sempre più flebile. Per questo lo stesso Monti avrebbe confermato ai suoi interlocutori che è pronto un nuovo decreto da calare sul tavolo in caso di agosto caldo sui mercati: non una manovra in senso classico, come detto anche oggi da Pier Ferdinando Casini, ma un intervento su agevolazioni fiscali alle imprese, superstipendi delle società pubbliche. E magari anche finanziamento ai partiti. Forse anche per questo il premier ha avvviato un mini giro di consultazioni con i segretari della maggioranza: ieri sera Francesco Rutelli, stamattina Pier Ferdinando Casini. Mancano i due partiti più consistenti, con Angelino Alfano e Pierluigi Bersani, che per ora non hanno in programma incontri a palazzo Chigi ma che potrebbero vedere anche loro Monti all'inizio della prossima settimana. Visto che il Pd avverte dei rischi sul governo di 'doppie maggioranze', con il Pdl che sostiene Monti insieme a Pd e Udc ma poi strizza l'occhio alla Lega su riforme e legge elettorale: "Forse Monti dovrebbe far qualcosa per tutelare i provvedimenti del governo...", spiegano dal Pd. Intanto, seppur con voti sempre più risicati, Monti porta a casa la ratifica di fiscal compact ed Esm. Ma se tutti i partiti chiedono a Monti ancora una volta di fare la voce grossa in Europa, non sembra questo l'intendimento del premier. All'Eurogruppo di domani la questione scudo anti-spread non dovrebbe essere trattata, visto che terrà banco il salvataggio delle banche spagnole e il caso Cipro. Nè il governo sembra aver intenzione di infilarsi ora in una pericolosa quanto complicata discussione sui dettagli del meccanismo, visto che pende ancora il giudizio della Corte Costituzionale tedesca - che si pronuncerà solo a settembre - sull'Esm. E dunque, è il ragionamento di chi nel governo si occupa della vicenda, non vale la pena andare allo scontro in Europa finchè a disposizione c'è solo l'Esfs, che quanto a risorse non è certo in grado di aiutare più di tanto l'Italia in caso di bisogno. Il governo si concentra dunque su quanto di strutturale si può fare in Italia per provare a rassicurare i mercati. E allora si procede sulla fase 3 della spending review, quella sull'organizzazione dello Stato (già domani il Cdm potrebbe emanare una direttiva sui criteri per l'accorpamento delle Province), prende forma in un articolato il lavoro di Francesco Giavazzi sugli aiuti alle imprese, e si prepara anche il decreto su agevolazioni fiscali, taglio degli stipendi dei manager delle società pubbliche e finanziamento ai partiti. Tema scivoloso, tanto più in un momento di fibrillazione nella maggioranza, ma che potrebbe vedere la luce tra qualche settimana: Giuliano Amato, al quale il premier aveva commissionato uno studio in materia, già a fine giugno ha consegnato le sue riflessioni, anche se il premier - riferiscono fonti di governo - ancora non ha avuto modo di approfondire la questione. In ogni caso, lo stesso Monti avrebbe confermato ai suoi interlocutori di questi giorni che un decreto da tirar fuori in caso di bisogno il governo l'ha pronto. Peraltro con misure - appunto il taglio dei superstipendi di Stato e il finanziamento ai partiti - di sicuro impatto sull'opinione pubblica.

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