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pubblicato il 05/set/2012 13:58

Crisi/ Monti a parti sociali: Sorti Paese ora più in mano vostra

Ora dialogo, ma ognuno deve fare la sua parte per il Paese

Crisi/ Monti a parti sociali: Sorti Paese ora più in mano vostra

Roma, 5 set. (askanews) - "Le parti sociali devono capire che la sorte dei lavoratori, delle imprese e del Paese è nelle loro mani". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario MOnti, in un'intervista esclusiva al direttore del Tg Norba 24, concessa in occasione dell'inaugurazione della Fiera del Levante. "Il governo - ha aggiunto Monti - ha cercato di mettere in ordine la finanza pubblica, in buona parte riuscendoci. Inoltre, ha fatto riforme che toccava al governo promuovere o fare, come la riforma delle pensioni e quella del mercato del lavoro, ma le parti sociali italiane, che sono molto mature e consapevoli, si rendono conto e il governo li aiuterà a rendersi veramente conto del fatto che molto della sorte dei lavoratori, degli imprenditori e del Paese è nelle loro mani e non solo e non tanto in quelle del governo". "Ecco perchè - ha aggiunto il premier - ci siederemo con loro per fare in tempi brevi un ragionamento sul fatto che la produttività italiana non sta andando bene da diversi anni. Mentre le cose nell'economia italiana e nella finanza italiana hanno ricevuto quest'anno una svolta, un impulso, poco è stato fatto in materia di costo del lavoro per unità di prodotto, innovazione nei meccanismi di determinazione di salari, recuperi di produttività, tutte cose che sono fondamentali per rendere più competitiva l'economia italiana e quindi per fare crescita e occupazione, soprattutto giovanile e nel mezzogiorno". Monti, dopo aver riconosciuto che quello che sta finendo "è stato un anno teso, perchè abbiamo dovuto fare cose sgradevoli nell'interesse generale, anche con qualche polemica ogni tanto", ha espresso la volontà di "richiamare tutti all'interesse collettivo", interesse che adesso richiede "un maggiore sforzo delle imprese e dei sindacati. Non è che cerchiamo patti o 'embrassons-nous' per sentirci solo moralmente più confortati nell'affrontare una situazione difficile, ma cerchiamo - ha concluso - un dialogo dal quale ci ripromettiamo risultati concreti in cui ciascuno non chieda solo allo Stato che cosa lo Stato può fare per lui ma chieda a se stesso 'che cosa posso fare per lo stato e per l'economia di cui sono parte?'".

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